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Son la mondina son la sfruttata

Su musica popolare italiana i canti delle mondineContinua il viaggio di musica popolare italiana alla ricerca dei testi della tradizione. Dopo due appuntamenti con i canti delle mondine, rilanciamo di nuovo il tema dedicando il nostro focus on settimanale a Son la mondina son la sfruttata. I versi di questa canzone furono scritti da Pietro Besante, funzionario del Partito Comunista Italiano, verso gli anni '50 in occasione di un congresso di partito e in occasione di un congresso della Federbraccianti.

Il testo e la melodia vennero trasmesse e insegnate negli anni da diversi gruppi di mondariso. La canzone fu eseguita anche in occasione dell'Incontro di Primavera del 28 e 29 giugno 1952 a Bologna, dove venne cantata da un gruppo non meglio precisato di mondine del Vercellese. Questo momento è narrato dal grande Gianni Rodari in una cronaca della manifestazione scritta per la rivista Vie Nuove, ed è ripreso dal Canzoniere del PCI di Novara.

A livello testuale l'ultima strofa, il cui pacifismo un po' generico si collega con le campagne politiche del PCI per la pace negli anni cinquanta, è eseguita di tanto in tanto seguendo e apportando questa modifica: Ed ai padroni farem la guerra, / tutti uniti insieme noi li vincerem. / Non piu sfruttati sulla terra / e piu forti dei cannoni noi sarem.

Son la mondina son la sfruttata è una canzone creata da Besante, che trova la sua ispirazione a partire dall’aria di una celebre canzone popolare: E la rondinella la va per aria, meglio conosciuta con il titolo de La Rondinella, canto popolare di risaia.

 

Son la mondina, son la sfruttata,

son la proletaria che giammai tremò:

mi hanno uccisa, incatenata,

carcere e violenza, nulla mi fermò,

 

Coi nostri corpi sulle rotaie,

noi abbiam fermato i nostri sfruttator;

c'è molto fango sulle risaie,

ma non porta macchia il simbol del lavor,

 

E lotteremo per il lavoro,

per la pace, il pane e per la libertà,

e creeremo un mondo nuovo

di giustizia e di nuova civiltà.

 

Questa bandiera gloriosa e bella

noi l'abbiam raccolta e la portiam più in su

dal Vercellese a Molinella,

alla testa della nostra gioventù.

 

E se qualcuno vuol far la guerra,

tutti uniti insieme noi lo fermerem:

vogliam la pace sulla terra

e più forti dei cannoni noi sarem.

http://youtu.be/aF1joBJyei8



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