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Musica PopoIare ltaIiana

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Se otto ore

Continua il nostro viaggio, di settimana in settimana, alla ricerca dei canti targati musica popolare italiana. Il nostro focus on oggi si sofferma su un canto di protesta: Se otto ore.

I canti di protesta hanno sempre accompagnato la lotta delle classi oppresse e dimenticate, in special modo del movimento operaio. Negli anni hanno rappresentato valori importanti attraverso un patrimonio politico culturale ricco di testimonianze. Il repertorio è vario e tocca molti temi, dalla guerra alla ricostruzione, dall'antifascismo dritti alla resistenza. I canti del '68, la canzone politica degli anni '70 e i canti politici dagli anni '80 tutti canti dedicati a grandi temi e a grandi visioni politico culturali: il lavoro, il comunismo e il socialismo. Canti anarchici, canti contro la guerra, canti contro le carceri e canti anticlericali.

Se otte ore è un canto nato nel 1906 dall’idea di un autore anonimo. Lo spunto è reale. Il deputato Modesto Cunoglio presentò alle Camere un progetto di legge per ridurre a otto ore la giornata lavorativa delle mondine. Da qui l’idea di un canto sul tema. La chiara citazione alla Russia fa riferimento alla Rivoluzione del 1905, anche se la canzone va collegata alle grandi lotte del 1921-1922, per le otto ore lavorative. La musica ricorda la canzone risorgimentale La bandiera tricolore. Il testo negli anni ha subito grandi cambiamenti. Il canto divenne davvero popolare nel periodo del biennio rosso (1919-1920). È stato riproposto da Giovanna Daffini prima e da Giovanna Marini dopo. Venne anche cantato nel secondo dopoguerra dagli operai e dai lavoratori in generale legati al Partito Comunista Italiano in una versione leggermente modificata, e indirizzata contro la politica di Mario Scelba. Venne nuovamente cantata durante le contestazioni del 1968 e 1977. Il valore di una canzone che trova il suo perchè nella storia. Il voler indagare diverse tracce storiche attraverso la potenza della musica e il senso del lavoro.

Se otto ore vi sembran poche

provate voi a lavorare

e sentirete la differenza

di lavorar e di comandar.

 

O Mario Scelba se non la smetti

di arrestare i lavoratori

noi ti (e noi) faremo come al duce

in Piazza Loreto ti ammazzerem.

 

E noi faremo come la Cina,

suoneremo il campanello,

innalzeremo falce e martello

e griderem viva Mao Tse Tung.

 

E noi faremo come la Russia,

suoneremo il campanello,

innalzeremo falce e martello

e grideremo viva Stalin.

http://youtu.be/eB4lhem-biU

 



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