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Giovanna Daffini: la donna dei canti di protesta

Musica Popolare Italiana continua nel suo viaggio di ricerca nella musica e nella storia italiana, così prendendo spunto dall’ evento di Reggio Emilia “Le trincee del cuore” abbiamo pensato di approfondire la musica popolare di quegli anni e dei successivi scegliendo di raccontarvi oggi la storia di una mondina che ha fatto della musica e dei canti di protesta la sua forza.

Iniziamo dai versi di questa canzone  Bella Ciao delle Mondine  

un brano da lei più volte reinterpretato e adattato sulla melodia di Bella Ciao a seguito della guerra partigiana:

Alla mattina appena alzate

O bella ciau, bella ciau, bella ciau, ciau ciau

Alla mattina appena alzate

in risaia ci tocca andar.

 

E fra gli insetti e le zanzare

O bella ciau…

E fra gli insetti e le zanzare

un dur lavoro ci tocca far.

 

Il capo in piedi col suo bastone

O bella ciau…

Il capo in piedi col suo bastone

e noi curve a lavorar.

 

O mamma mia, o che tormento!

O bella ciau…

O mamma mia, o che tormento

io ti invoco ogni doman.

 

Ma verrà un giorno che tutte quante

O bella ciau…

Ma verrà un giorno che tutte quante

lavoreremo in libertà.

daffini

Giovanna Daffini, nata in provincia di Mantova nel 1913, proprio alla vigilia dell’inizio della prima guerra mondiale, già giovanissima cominciò a lavorare come suonatrice ambulante e, nella stagione della monda del riso, come mondina nelle zone di Novara e di Vercelli, dove apprese le canzoni popolari più rappresentative dell’area emiliana a cui successivamente diede una personale interpretazione vocale; a quelle si aggiunsero le canzoni politiche e di protesta, che la Daffini imparò durante la Resistenza.

A partire dagli anni ‘60 fu informatrice degli studiosi e poi cantante professionista nel gruppo del Nuovo Canzoniere Italiano.

 

Partecipò agli spettacoli Bella Ciao (1964) nel quale cantò, tra l'altro, Bella ciao delle mondine, Amore mio non piangere e Sciur padrun da li beli braghi bianchi, e Ci Ragiono e Canto (1966), durante il quale si esibì, tra l'altro, nella canzone politica Vi ricordate quel diciotto aprile.

Musica popolare italiana

Scomparsa nel 1969 è stata l’ispiratrice di molte musiciste popolari che hanno vissuto sulla propria pelle gli anni delle proteste studentesche, dell’antifascismo, i movimenti delle femministe, gli scioperi operai contro il padrone, temi che risuonano nei suoi canti e nelle sue ballate unitamente a quello dell’amore.



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