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La musica popolare targata “Ipercussonici”, da sempre in prima linea anche nel sociale

Ipercussonici su Musica Popolare Italiana

Stamattina, nel giorno dell'anniversario della strage di Capaci, abbiamo parlato in un post del flash mob e del videoclip girato da "Ipercussonici" a Catania, due anni fa, per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importante tema della lotta alla mafia. Andiamo adesso a scoprire bene chi sono questi grandi interpreti della musica popolare italiana.

Gli Ipercussonici sono una band nata nel 2002 a Catania, interpreti e rappresentanti in Italia e nel mondo di musiche e sonorità tipicamente siciliane: l’energia trasformativa del vulcano in eruzione pervade nel profondo la loro musica, in cui strumenti antichi come marranzani, didjeridoo e tamburi si fondono a creare esplosive sonorità ultramoderne attraverso il sudore e l’emozione di 5 musicisti dalla formazione poliedrica.

Dopo centinaia di concerti in lungo e in largo per la Sicilia e per tutta l’Italia, Ipercussonici hanno portato in giro per il mondo ciò che al Womad è stato definito “The new adventurous sound of Sicily”, e si sono ormai assicurati un posto di rilievo tra le band di culto del pubblico siciliano ed internazionale partecipando ad importanti festival anche in Olanda, Francia, Ungheria, Portogallo, Inghilterra, Germania, Tunisia, Malta e perfino in Giappone.

Da sempre schierati a sostegno di importanti cause civili, sociali e ambientaliste, il loro singolo "Mururoa" viene usato nel 2011 da Greenpeace per contribuire alla campagna referendaria contro il ritorno del nucleare in Italia, mentre nel 2012, ospiti sul palco montato davanti al Palazzo di Giustizia di Catania per il ventennale della strage di Capaci, presentano una personalissima rivisitazione di "Quannu Moru, Faciti ca nun Moru" di Rosa Balestrieri, il cui video è dedicato a tutti quelli che continuano a vivere lottando contro le mafie.

Dopo i precedenti album “Liotro” (2005) e “Tutti Pari” (2008), il loro terzo disco "Carapace" segna il passaggio ad atmosfere più elettriche che forzano i confini tra la world music e il rock indipendente, ed una maturazione della dimensione autoriale del gruppo evidenziata da una maggiore attenzione ai testi che ora sono più spesso in italiano, senza trascurare la sanguigna musicalità del dialetto siciliano e numerosi inserimenti in arabo, in inglese e in diverse lingue africane.

Scopriamo ancora meglio questa band, gustandoci le immagini di un live registrato in occasione del Cous Cous Fest 2012 a San Vito Lo Capo (TP): buona musica popolare a tutti!

https://www.youtube.com/watch?v=ZQLqOArYt54



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