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Musica PopoIare ltaIiana

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Neapolitan Contamination a Roma

neapolitan contaminationLa classicità della musica napoletana attraverso un viaggio tra i continenti: prima tappa Europa, ci si ferma a Napoli, seconda tappa Africa e di nota in nota altre due tappe, il Nord e il centro America.

Ieri sera siamo stati a Roma, all’Auditorium Parco della musica. Abbiamo assistito allo spettacolo Syncretismi.

In scena il gruppo Neapolitan Contamination, una formazione inedita di cantanti e musicisti davvero bravi. Luigi Carbone al piano, hammond, Paolo Cozzolini al basso elettrico e contrabbasso, Giovanni Imparato alle percussioni e voce, Claudio Catalli alla fisarmonica, Mats Hedberg alle chitarre, Mario Caporilli alla tromba, Carlos Paz alla voce e quena, Lavinia Mancusi alla voce e violino, Forlenzo Massarone alla voce.

Esperienza unica!

Il centro di tutto il loro progetto? L’amore per Napoli e per tutto quello che rappresenta. Uno sguardo attento alla contemporaneità, una finestra aperta sul mondo partenopeo e non solo.
Il voler trovare una chiava rappresentativa melodica coerente e il voler rappresentare in musica le atmosfere, i quartieri, porta in primo piano l’unicità dei suoni.
Nel viaggio tra le canzoni napoletane tante sono le soste nelle diverse culture e sonorità. Si passa di stazione in stazione, di nota in nota dal gospel al blues, dal funky al jazz. Via via in America con la passione del tango argentino per poi risalire con le varianti del calypso, il reggae e la rumba.

Siamo di fronte ad un tentativo unico. Attraverso la musica viene rappresentata una globalizzazione impazzita tra contesti culturali e musicali diversi.
Le canzoni sono un viatico per esportare il brano della tradizione napoletana in un contesto culturale e geografico del tutto diverso.

Senza dimenticare, un modo per guardare al futuro: Neapolitan Contamination.



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