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Le tradizioni popolari del 1 Maggio

Il 1 Maggio segna l’inizio del trionfo della luce sulle tenebre: dopo la desolazione invernale e le incertezze primaverili, ha inizio il semestre del “sole trionfante” che vince gli Inferi. Il 1 maggio è anche la festa dei lavoratori, un evento che viene festeggiato in tutto il mondo.

In Abruzzo, tra le montagne di Cocullo, migliaia di pellegrini e curiosi circondano la statua di San Domenico Abate avvolta da un centinaio di bisce catturate intorno al paese dai “serpari”, uomini giovani e meno giovani che hanno imparato questo “mestiere” dai nonni. La statua, attorniata da serpenti viene portata in processione per le strade di Cocullo davanti alle porte delle case viene lanciata della terra benedetta, un gesto che vuole significare la protezione dai pericoli della natura.

A Volterra i più anziani dalle 9 del mattino mangiano un piatto di trippa per onorare la tradizione dei lavoratori delle cave di alabastro.

A Baccagni, provincia di Grosseto, si celebra il Raduno dei maggesi una questua legata al culto degli alberi e dei rituali della vita di campagna.

Maestoso e della durata di quattro giorni il Pellegrinaggio di Sant’Efisio: l’origine della festa risale al 1657 quando carri tradizionali e manifestanti con costumi d’epoca sfilano in processione per le strade di Cagliari e i comuni vicini come voto per la cessazione di una pestilenza.

A Fossalto, Campobasso, il Primo Maggio viene celebrato con l’antichissima tradizione della Pagliara Maje Maje. Un uomo che indossa la Pagliara, un cono di rami, erbe e fiori con una croce in cima, gira per il paese annunciando l’arrivo della primavera accolto da getti d’acqua che vengono lanciati da balconi e dalle porte mentre si chiede al mese di maggio di regalare abbondanza.

Simbolo del Primo Maggio a Forlì è il cedro: la leggenda narra che San Pellegrino usasse le proprietà del cedro per curare i malati. Gli agrumi vengono benedetti nella chiesa di Santa Maria dei Servi e quel giorno nelle tavole delle famiglia non manca di certo.

Il Primo Maggio viene festeggiato da quando la parola d’ordine “Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire” prende piede tra i movimenti sindacali. La proposta divenne concreta in occasione del congresso dell’Associazione internazionale dei lavoratori – la Prima Internazionale – riunito a Ginevra nel settembre 1866. Nel mese di ottobre del 1884 la Federation of Organized Trades and Labour Unions indica nel 1 Maggio 1886 la data limite: oltre quel giorno gli operai americani si sarebbero rifiutati di lavorare per più di otto ore al giorno. Il 1° maggio nasce il 20 luglio 1889, a Parigi.

In Italia il governo di Francesco Crispi vietò manifestazioni pubbliche per il 1 maggio ma a Voghera successe qualcosa di sensazionale: gli operai costretti al lavoro ci andarono vestiti a festa. Con la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento il Primo Maggio diventa tradizione.



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