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Ti presento… Gasparazzo Bandabastarda

Gasparazzo BandabastardaRoberto Zamarin, quando nel 1972  inventò il suo fumetto Gasparazzo, neanche immaginava che dopo anche più di trent'anni questo nome sarebbe tornato in auge grazie alla creatività e alla bravura di un gruppo di valenti musicisti: Gasparazzo Bandabastarda nasce infatti a Reggio Emilia nel 2003, fondata da Alessandro Caporossi, Generoso Pierascenzi e Lorenzo Lusvardi.

La formazione, ampliatasi nel corso degli anni grazie all'innesto di Giancarlo CorcilloRoberto Salario, fa del folk rock il suo genere predefinito, arricchito anche da sonorità tipicamente ispirate al reggae.

La fama arriva molto presto, due anni dopo, grazie alla vittoria in occasione del Festival delle Arti di Bologna, diretto da Andrea Mingardi: la canzone che li porta sul gradino più alto del podio è dedicata a Georg Elser, noto attivista tedesco della Seconda Guerra Mondiale.

La loro produzione discografica viene fuori lentamente attraverso il primo album, "Tiro di classe", pubblicato nel 2007: in questo primo lavoro si avvalgono anche della collaborazione di Simone Filippi degli Ustmamò e di Giuseppe Fontanella dei 24 Grana.

Il secondo album, "Fonostorie", vede la luce nel 2010 mentre, due anni dopo, arriva anche "Obiettivo sensibile". La novità, però, è appena dietro l'angolo: per questo 2014 Gasparazzo Bandabastarda, dopo l'album acustico "Esiste chi resiste", è infatti pronta a pubblicare anche "Mo' Mo'", lavoro 'istantaneo' composto da undici nuove tracce, attualmente in fase di registrazione e missaggio.

La formazione emiliana, oltre ad un'intensa attività live, si è distinta anche per il suo grande impegno civile: nel 2010, infatti, si è recata a sud di Tindouf, nel Sahara algerino, al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla causa del Sahara Occidentale. In quell'occasione il gruppo incontrò rappresentanti del Polisario e ministri della Repubblica Araba Democratica Saharawi, suonando nel deserto e nella radio nazionale locale: questa importante esperienza, per lasciare un segno indelebile nel tempo, è stata poi raccontata nel dvd+libro dal titolo "Sabbia e libertà".

http://www.youtube.com/watch?v=YO6EXkT1TEc



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