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Ti presento… Federico Salvatore

Federico Salvatore

Due anime diverse che rappresentano due umanità opposte, l'una aristocratica, l'altra popolare, ma entrambe ideate e interpretate da un artista che aveva già nel suo nome la chiave giusta per raggiungere il successo: questa doppia fotografia della realtà partenopea è stata il colpo di genio che ha portato alla ribalta, negli anni '90, Federico Salvatore, cantautore e cabarettista nato a Napoli nel 1959.

Avvocato mancato, Federico Salvatore decise di abbandonare gli studi per dedicarsi completamente alla carriera artistica, riuscendo a riscuotere grandissimi risultati: nel 1995 vinse infatti due dischi di platino grazie agli album "Azz..." e "Il Mago di Azz" che vendettero più di 500.000 copie.

Questo successo, un anno dopo, gli procurò le chiavi per esibirsi al Teatro Ariston in occasione dell'edizione del Festival di Sanremo: in quell'occasione, svestì i panni dei suoi due personaggi per trattare, nella canzone "Sulla porta", un tema profondo e delicato come quello dell'omosessualità.

Se fino a quel momento la sua produzione artistica era stata caratterizzata da quadretti della società napoletana dai risvolti più squisitamente comici e satirici, con l'album "L'osceno del villaggio", pubblicato nel 2002, Federico Salvatore ebbe un'ulteriore evoluzione grazie alla sua trasformazione in vero e proprio cantautore di denuncia: nelle sue canzoni il legame tra musica e territorio si rafforzò ancora di più e, nel suo nuovo ruolo di ammonitore, arrivò a criticare finanche i suoi concittadini nella canzone "Se io fossi San Gennaro".

Nel 2004, con la pubblicazione di "Dov'è l'individuo?" Federico Salvatore seguì la stessa scia del lavoro discografico precedente per poi pubblicare, nel 2009, l'album "Fare il napoletano stanca" e poi, nell'ottobre 2013, "Pulcin'Hell": ciliegina sulla torta del nuovo disco, il brano "L'inno di Papele".



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