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Musica e azzardo non stonano assieme

Musica e azzardo non stonano assieme

 

La maggior parte degli italiani, ma non solo, conosce Sanremo per due ragioni: la rassegna canora che si svolge senza soluzione di continuità da oltre mezzo secolo e la presenza nella cittadina ligure del secondo casinò più antico d’Italia.

azzardo

Perché quando nel 2011 furono autorizzate le sale da gioco col suffisso “.it”, un esempio lo troviamo a questo sito, il Festival soffiava su una torta sormontata da ben sessanta candeline, la prima edizione è del 1951, mentre quello che era stato aperto col nome di Kurzaal tagliava l’invidiabile traguardo dei 106 anni d’attività, l’inaugurazione risale al 1905.

Ma chi l’ha detto che musica e azzardo non possono andare d’accordo?

Sono moltissime, infatti, le canzoni ispirate al gambling: dal folk al rock, dal country all’hip hop. Spesso il gioco è utilizzato come metafora di vita. In alcune occasioni è però il vero protagonista del brano.

Pensiamo a “Viva Las Vegas” di Elvis Presley. Per di più colonna sonora dell’omonimo film ambientato in quella che fino a qualche anno fa era considerata la capitale mondiale dell’azzardo. C’è poi “Get Lucky” di Mark Knopfler, l’ex fondatore, chitarrista e leader dei Dire Straits, che anche nel packaging con cui arrivò sugli scaffali dei negozi di musica ricordava il mondo dei casinò. In tempi piuttosto recenti ecco “Poker Face” di Lady Gaga, brano che la rivista Rolling Stone ha inserito fra i cento più belli del primo decennio degli anni Duemila. Infine, per chi ha qualche capello bianco in testa, ricordiamo “The Gambler” di Kenny Roger e “Aces of Spades” dei Motorhead. Il primo è datato 1979 e si contraddistingue per un video ambientato in quello che a tutti gli effetti sembra essere un saloon del vecchio west, mentre il secondo vide la luce l’anno seguente, nel 1980, dando pure il titolo all’album che fu disco d’oro nel Regno Unito per via delle oltre 100.000 copie vendute.

Tornando al casinò, come non rammentare che furono proprio i suoi saloni a ospitare fino alla metà degli anni Settanta il Festival. Solo dopo ventisei edizioni, nel 1977, la competizione cambiò sede spostandosi in un altro luogo simbolo della cittadina in provincia di Imperia, il Teatro Ariston.

Per concludere non dobbiamo scordarci di quanto avvenne a metà degli anni Ottanta, quando il Festival e Totip si ‘allearono’. Lo slogan dell’iniziativa fu “Cantanti e Vincenti”, la spiegazione di come funzionasse faceva bella mostra di sé sulla schedina del concorso: “Segna con una X la casella corrispondente al tuo cantante preferito, su tutte le colonne. Il tuo voto varrà tanti punti quante sono le colonne giocate”. Una partnership che prese il via in forma sperimentale nel 1983 e che diventò poi ufficiale e necessaria a decretare il vincitore (o i vincitori) della sezione “big” per un quinquennio, dal 1984 al 1989.

L’esordio, come si dice in questi casi, fu col botto: 6,5 milioni di voti tramite schedina.

Dal 2007 il Totip non c’è più, ciò nonostante i bookmaker quotano ogni anno i cantanti in gara a Sanremo.







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