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Delalter, nuovo album de I Luf

Delalter, nuovo album de I Luf

Il nuovo album de I Luf, combat folk band lombarda, è nato e vive in nome dei migranti. E il loro tour sarà dedicato al volontariato.

«Tra gli ulivi e le lampare adesso crescono le bare, nel sorriso di chi parte ho visto scritto libertà, il mio sogno e il mio futuro li hanno spenti con un muro, apro gli occhi e non mi sveglio buona notte libertà». Sono i versi, le immagini potenti di Un altro altrove, il brano che apre Delalter, il disco della combat folk band lombarda I Luf.

Delalter, nel dialetto della Valcamonica, valle in provincia di Brescia, significa dall’altra parte. E I Luf provano a fare proprio questo: mettersi dall’altra parte del mare, dall’altra parte dei muri, raccontare chi viaggia, capire cosa c’è dentro queste persone che «hanno un solo sogno, quello di poter sognare», come cantano in Ave Maria Migrante, preghiera laica dove la Madonna diventa «madre di tutti i clandestini», che dopo aver «pianto suo figlio sulla croce ascolta le lacrime di chi non ha più voce».

Delalter è un concept album dedicato al viaggio, quel viaggio che è spesso sogno ma per qualcuno, in preda alla disperazione, diventa fuga. E quando il viaggio diventa fuga il viaggiatore diventa migrante. Siamo stati tutti, siamo o saremo migranti. I Luf ci raccontano le loro storie con una musica potente, allegra, terapeutica, un folk che profuma di Irlanda e di birra, con lo spirito dei Clash e Springsteen e la poesia di De Andrè. Un viaggio “in direzione ostinata e contraria”. I Luf porteranno il loro disco in concerto in qualunque posto voglia accogliere il loro messaggio: l’idea è girare in strutture di ogni tipo e mettere il concerto a disposizione del volontariato sociale, con il prezzo più basso possibile, e dare parte del ricavato a progetti di solidarietà rispetto all’accoglienza.





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