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I Lanternari di Reggio Calabria al Festival Magna Grecia di Trento

«Simu belli, simu rari, simu u gruppu di Lanternari»: si presentano così, con piglio sicuro e tanta simpatia, i Lanternari, giovane gruppo folk di Reggio Calabria che domenica sera ha chiuso la quinta edizione del festival Magna Grecia, in cui la Calabria incontra il Trentino.
Organizzato dall’associazione Magna Grecia di Trento, il festival ha proposto come di consueto, una intensa tre giorni in piazza Fiera, all’insegna di valori positivi quali il volontariato, l’impegno sociale, la cucina tipica, la musica tradizionale e tanta l’allegria.
Anche quest’anno il festival ha ospitato due pranzi sociali, quello della Cassa Rurale di Trento e degli amici di «Liberamente insieme per Anffas Trentino», e poi l’«Apericalabria», la gara di spaghetti, l’esibizione di tarantella calabrese del gruppo Tarantatrient, la babydance per bambini, la musica dei dj Max Marchi e dj Tony e i concerti di due importanti gruppi arrivati dalla Calabria a Trento, dopo 16 ore di pullman, apposta per il festival: il gruppo etnico Kardhja e il gruppo folk I Lanternari.
Entrambi i gruppi hanno coinvolto ed entusiasmato il pubblico accorso in piazza Fiera; per quanto riguarda i Lanternari, si tratta del volto giovane della Calabria di oggi, poiché è un gruppo formato da una trentina di giovani dì età compresa tra i 5 e i 28 anni, che indossano i coloratissimi abiti tradizionali, e propongono con orgoglio i balli, i canti e la musica della loro terra ad iniziare dalle «viddanedda», la variante calabrese della tarantella, accompagnata da canti e strumenti quali lira, fisarmonica, organetto, chitarra, e la mezzaluna, il tamburello con i sonaglietti.

Nato a Bagaladi, in provincia di Reggio Calabria, nell’ottobre del 2014, il gruppo fa parte dell’Unione Folklorica Italiana: «Attraverso le coreografie e la musica rappresentiamo gli usi e costumi dei nostri padri e dei nonni: è un modo per fare memoria di scene di vita lavorativa d’altri tempi, e di come avveniva il corteggiamento tra innamorati. La tarantella calabra è nata con noi e con chi è vissuto prima di noi».
Come tutti i giovani non sono affatto nostalgici e guardano avanti, naturalmente utilizzando internet e i social network, perché, osservano: «L’ideale è modernizzarsi, ma senza far morire le proprie radici, e questo è possibile anche grazie alla nostra passione per il ballo e la musica, una passione che ci scorre nelle vene».

Nayla Canta come ospite nel gruppo folk I LANTERNARI (RC)

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