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L'Orchestraccia sul set dei Cesaroni. Ciak si canta!

L'Orchestraccia e i Cesaroni

Li avete riconosciuti ieri sera nella puntata dei Cesaroni? Si, erano proprio loro! I ragazzi dell’Orchestraccia!
Chi meglio di loro poteva partecipare alla serie tv romana più amata della domenica sera?

Se li avete persi in prima serata su Canale 5 cliccate sul video in alto!

Claudio Amendola è un grandissimo fan dell’Orchestraccia, è stato più volte ospite dei loro concerti, così la band ieri ha ricambiato il favore chiudendo la puntata dei Cesaroni. Nella splendida atmosfera del circolo ricreativo Caracciolo, il cast è salito sul palco, stavolta non solo per recitare ma insieme alla meravigliosa Orchestraccia si è esibito in una straordinaria performance di “Quanto sei bella Roma” popolarmente conosciuta come “Gira se la voi girà, canta se la voi cantà”.

Siamo certi che i milioni di telespettatori che ieri sera hanno visto la puntata avranno ancora questo simpatico motivetto in testa come noi, considerando che sulla pagina facebook dei Cesaroni il post relativo all’esibizione dell’Orchestraccia vanta più di 10.300 mi piace.

Già ad agosto al concerto di Villa Ada, davanti ad una platea di più di 1.500 persone accanto all’Orchestraccia, a sorpresa sul palco sono saliti anche Claudio Amendola e mezzo cast dei Cesaroni. In quella occasione la canzona ballata e interpretata insieme era “Tanto pe cantà”.

L’Orchestraccia, gruppo folk-rock romano, unisce musica e teatro. Nasce dall'idea e dalla voglia di attori e cantanti di unire le loro esperienze cercando una forma innovativa di spettacolo. Il gruppo riprende il folk degli autori romani, quelli radicati nella nostra cultura e li reinterpreta senza però stravolgerne la melodia originale.

A tutto questo si aggiungono anche degli inediti, che ben si sposano alle storie dei ragazzi di oggi che non riescono a trovare una casa o un lavoro per farsi una famiglia oppure dolci ballate d'amore dell'Ottocento, quando gli amori dei poveri erano amori proibiti.

L'Orchestraccia fa cantare, ballare, ridere, riflettere, commuovere e in più, essendo un progetto nazionale ed internazionale, aggiunge al proprio repertorio brani ed opere (e spesso anche ospiti!) propri della città in cui si esibisce, per dimostrare che soprattutto in Italia alcuni autori (per citare un esempio “Ho visto un re” di Fo, in paragone a Belli), anche se logisticamente distanti, trattano tematiche attuali.



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