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Unavantaluna: si festeggiano i 15 anni del gruppo

Unavantaluna: si festeggiano i 15 anni del gruppo

 

Gli Unavantaluna festeggiano quindici anni di attività: un traguardo certamente importante, per uno dei gruppi più noti nella scena della musica popolare di ricerca. Pietro Cernuto, zampogna a paro, friscalettu e voce, Carmelo Cacciola, lauto cretese e voce, Luca Centamore, chitarra, Francesco Salvadore, voce e tamburi a cornice, artisti siciliani – quasi tutti del messinese – da tempo residenti a Roma, sono ora alle prese con un tour che li ha visti di scena in varie regioni della Penisola (anche con il liutista tunisino Ziad Trabelsi nel progetto «La petite Sicile») ma che, soprattutto, li vedrà protagonisti al Festival Berlioz, per cinque serate consecutive, dal 27 agosto all’1 settembre, presso La Côte-Saint André, in Val d’Isere (www.festivalberlioz.com).

Si tratta di una tra le più importanti rassegne transalpine di musica classica, con un ricco cartellone interamente dedicato a quello che - ardito teorizzatore della moderna orchestrazione, talvolta ferocemente criticato - è annoverato tra i geni dell’Ottocento.  Un musicista visionario, che visse in Italia, tra il 1831 e il 1833, e che, fuori dal contesto accademico di Villa Medici a Roma, fu anche favorevolmente attirato da pittoreschi personaggi della cultura popolare con i quali, pare, ebbe modo di suonare.

«Dedicandogli il festival di La Côte-Saint André, nel centocinquantesimo anniversario della scomparsa, – afferma il direttore artistico Bruno Messina, famiglia di origini siciliane – celebriamo l’uomo, la musica, gli scritti, ma anche le immagini e i suoni dell’infanzia di Hector Berlioz, i paesaggi dell’Isère, il contesto agricolo in cui viveva la sua famiglia, i libri che amava, le aspirazioni e tutto ciò che contribuisce a svelare l’universo di questo genio incomparabile, unico, inaudito».

Due i set quotidiani, per gli Unavantaluna, che nell’occasione amplieranno l’organico ad Alessandro D’Alessandro, virtuoso dell’organetto cromatico, originario della provincia di Frosinone, attivo anche nell’ambito del cantautorato.  Alle 19, presso il Musée della cittadina che a “le roi Hector” diede i natali, Pietro Cernuto e Les Pifferari De Berlioz rivisiteranno note composizioni dell’illustre musicista francese trascritte per strumenti popolari. Protagonista, in chiave solistica, è il flauto di canna siciliano, il friscalettu, che riprende con rispettosa originalità le parti del violino, del flauto traverso, dell’oboe. In repertorio brani dall’Harold en Italie, dalla celebre Symphonie Fantastique e dalla Belle Voyageuse, questa affidata alla voce naturale di Francesco Salvadore.

Non solo Berlioz Populaire, comunque, ma chiamati in causa sono anche Mozart, Vivaldi, Haendel, Beethoven, Albinoni, Schubert, Bellini, arrangiati da Unavantaluna per l’occasione. Alle 23, quindi, presso la Taverne, gran festa con il repertorio più conosciuto del gruppo, tra classici della tradizione popolare siciliana e brani originali. Tutti compresi nelle tre raccolte discografiche fin adesso pubblicate: «Unavantaluna – Cumpagnia ri musica sixiliana» (2006), «Novi Jorna Novi Misi. Frammenti di un Oratorio Popolare» (2009) e «Isula Ranni», del 2013 (www.unavantaluna.com), tappe fondamentali di una attività intrapresa a Roma nel 2004 con tanta voglia «di scavalcare il muro dei pensieri e dei sentimenti», tra tarantelle, contraddanze, canti marinari e alcuni vertiginosi pezzi strumentali per il ballettu di scuola peloritana.

Per Unavantaluna, la cui denominazione riprende l’inizio di una filastrocca siciliana («unu avant’a luna, due il bue, ….») pronunciata durante il gioco della cavallina, prestigiosa è l’affermazione, nel 2013, al Premio «Andrea Parodi» grazie a Isuli, brano a firma di Francesco Salvatore. Richiesto sempre più spesso all’estero (Germania, Francia, Tunisia, Svizzera Spagna, Portogallo, Serbia, Australia), il gruppo si è esibito anche al Quirinale, nella Cappella Paolina, tradizionalmente aperta alla musica classica e al jazz, e all’Auditorium Parco della Musica di Roma.







One Comment

  1. Anonimo

    Sarebbe carino citare la fonte, di questo testo!

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