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Musica PopoIare ltaIiana

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Lu Santu Lazzaru

La ricerca oggi è tutta rivolta ai testi e alle note legate alla Passione. Continua l’attenzione di musica popolare italiana al tema della Pasqua e alle tradizioni legate ad essa. Oggi il nostro focus on è legato ad uno dei canti della Passione che ancora oggi viene tramandato tra le generazioni: Lu Santu Lazzaru.

In passato questo canto veniva intonato da gruppi di persone per le strade del Paese, come se fosse una serenata. Tutti i Venerdì, durante la Quaresima, al suono della fisarmonica o dell'organetto iniziava il canto, una sorta di cantilena ripetitiva, eseguita in dialetto romanzo e in tonalità minore. Una canzone che segue le caratteristiche della tradizione, la tradizione delle Sacre Rappresentazioni. Il canto non tratta tutta la Passione, ma solo alcuni episodi della vita di Cristo, fino al tradimento di Giuda e alla cattura. Il tono del pezzo salentino è triste e drammatico, segue gli eventi, i temi e il pathos della Passione.

Troviamo tracce di un esempio esecutivo, interpretativo e strutturale totalmente diverso, una versione in tonalità maggiore, che segue la tradizione di Cutrofiano (LE).

Le origini ancestrali di questa usanza siamo riusciti a rintracciarle all’interno delle feste, dei riti primaverili di epoca romana e preromana. Il canto alterna versi sulle ultime ore di Cristo con altri che incitano il pubblico ad essere generosi nei confronti dei musicanti.

Fino a qualche anno fa, nel basso Salento, i musicanti andavano in giro per le masserie dei piccoli paesi con un obiettivo: ricevere in dono formaggio, uova e altre pietanze. Quando i padroni delle masserie erano restii a donare qualcosa, i musicanti ripetevano il canto molte volte con lo scopo di convincerli. Il carattere tormentoso e “assillante” del canto salentino trova la giusta definizione con l’espressione dialettale "tira 'ntrame" perché l'ascolto finisce per stancare chi ascolta. Oggi la tradizione del "Santu Lazzaru" trova ancora valore e spessore nel Salento ed viene associata a forme di beneficenza: i doni che i musicanti raccolgono, vengono portati a parrocchie o ad associazioni di volontariato.

Lu Santu Lazzaru è uno degli esempi migliori di come la tradizione trova un valore e trova uno spazio ben definito nel tentativo di trasmettere e tramandare oralmente il testo e il suono alle diverse generazioni.  Questo fenomeno fa del canto un exemplum soggetto a continui cambiamenti e trasformazioni. E’ molto difficile, infatti, definire un’unica versione del testo, con un esatto numero di strofe e la giusta sequenzialità. Diverse sono le band, gli artisti che negli anni hanno incontrato questo canto. Noi ve ne diamo un piccolo frammento.

L’Italia tutta e le tradizioni risuonano. Buon ascolto!

https://www.youtube.com/watch?v=ZWu-r4TCNlo



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