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Itinerari Folk, a Trento la 31° edizione

Itinerari Folk, a Trento la 31° edizione

Sarà una famiglia allargata a dismisura. Sarà una famiglia grande quanto il mondo: Italia, est ed ovest d’Europa, Africa, Asia. Eccetera. In un eccetera che farà suonare al pianeta note di tradizione e note contaminazione spesso sorprendentemente coraggiosa. Un eccetera che farà viaggiare chi vuol fare vacanza – l’istruttiva vacanza della scoperta delle culture - senza dover lasciare né Trento né la provincia.

 

 

Gli Itinerari Folk sono trentunenni, dunque più che maturi. Trentuno edizioni che anno dopo anno hanno tradotto in spettacolo il più sano dei cosmopolitismi. Trentuno edizioni ruspanti, genuine, progressivamente più ambiziose e più coinvolgenti che da cartellone musicale sono via via diventate tema.

 

Il tema, cioè, di quel rapporto e di quello scambio virtuoso tra culture a volte agli antipodi che solo la musica riesce a rendere linguaggio universale che non abbisogna di traduzioni. Il vocabolario degli Itinerari Folk - pietra miliare estiva della programmazione del Centro Santa Chiara e vangelo di Mauro Odorizzi, cultore prima che valente organizzatore – comincia sempre con la E di emozione. L’emozione per la maestria di musicisti che con i loro strumenti – spesso sconosciuti ai più – hanno un rapporto in equilibrio tra mistica e gioco.

Gli Itinerari Folk 2018 hanno per filo conduttore la famiglia.

 

“Nel folk che sempre più mi piace chiamare world music – spiega Mauro Odorizzi – non è infrequente che padri, madri, figli, figlie, fratelli, cugini formino ensemble. E tramandare la tradizione da una generazione all’altra di musicisti è un fatto diffuso e normale. Ecco, in questa edizione, ospitiamo alcune delle più importanti famiglie del folk internazionale per mostrare un tesoro di esperienze tecniche e soprattutto umane di musicisti che non hanno avuto bisogno delle accademie per diventare docenti di strumento o di canto”.

 

Un programma sicuramente inconsueto e stimolante che porterà il pubblico in un viaggio verso l’Europa, la Russia, fino all’Africa Sub Sahariana, l’India e il Medio Oriente.
Si inizia venerdì 6 luglio con un doppio appuntamento dedicato alla musica dell’Europa Orientale.
Saranno protagonisti Radu e Violeta con una proposta radicata nella tradizione moldava, ma altrettanto influenzata da una formazione accademica e da importanti collaborazioni con artisti europei.
Nella stessa serata, spazio anche ai canti arcaici delle Bisserov Sisters (Bulgaria), che tornano a «Itinerari folk» per festeggiare il quarantennale della loro carriera iniziata nel 1978.
La serata di lunedì 9 luglio avrà come protagonista Adnan Joubran, artista nato a Nazareth, abile nel mescolare suoni del medio-oriente, ritmiche indiane e flamenco.

Un esempio di come la musica possa accomunare palestinesi, iracheni, indiani.
Il terzo appuntamento della rassegna farà tappa in Italia. Venerdì 13 luglio il progetto Extraliscio, nato dall’incontro tra Mirco Mariani (Vinicio Capossela) e Moreno il Biondo (Orchestra Grande Evento), presenterà i brani della tradizione romagnola, rivestendoli con nuovi suoni e arrangiamenti. Il viaggio musicale proseguirà lunedì 16 luglio con i Söndörgő (Ungheria) appartenenti alla famiglia Eredics promotori dei repertori delle minoranze slave raccolti da Béla Bartok e Tihamer Vujicsis.
La loro peculiarità risiede nella strumentazione che vede come protagonista il tamburitza, piccolo strumento a corda simile al mandolino.
Saranno invece tre sorelle irlandesi, The Friel Sisters, a caratterizzare la serata di venerdì 20 luglio, con brani tratti dai suggestivi repertori tradizionali dell’Isola di Smeraldo, eseguiti con il talento e la naturalezza di chi ha respirato questa musica fin dall’infanzia.

Lunedì 23 luglio spazio ad un progetto che coinvolge l’Italia, la Finlandia, l’Irlanda e la Spagna.
Sul palco saliranno i Samurai Accordion, supergruppo composto da cinque assi dell’organetto diatonico: artisti che hanno fatto la storia di questo strumento nei loro paesi, rivoluzionandone l’immagine e il repertorio.
Nel settimo appuntamento di venerdì 27 luglio, grazie al Trio Da Kali, il pubblico potrà esplorare i suoni provenienti dalla cultura Mande, diffusa nella parte meridionale del Mali, attraverso l’intensa voce di Hawa Kasse Mady Diabatè.
Lunedì 30 luglio, invece, dalla Russia risuonerà il canto armonico degli Huun-Huur-Tu, gruppo proveniente dalla Repubblica di Tuva e legato al fascino misterioso di questa tecnica vocale diffusa in Asia centrale.

Venerdì 3 agosto la rassegna si sposterà nelle Fiandre, in Belgio, con il folk strumentale di tre fratelli, il Trio Dhoore. Insieme da più di vent’anni, Ward, Hartwin e Koen rappresenteranno la loro originale idea di folk strumentale.
Lunedì 6 agosto, per l’appuntamento conclusivo della rassegna, «Itinerari folk» chiuderà con un omaggio a Fabrizio De Andrè, offerto dagli italiani Beppe Gambetta & Riccardo Barbera, che si sviluppa intorno alla poesia e ai riferimenti al cibo che si ritrovano nel repertorio del cantautore genovese.
Per quest’ultimo appuntamento è previsto l’ingresso gratuito.
Per le altre serate, invece, il biglietto avrà un costo di 5 euro, con una riduzione a 3 euro per gli under 15.





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