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Un documentario sulla musica folk in Italia e sul FolkClub di Torino

Un documentario sulla musica folk in Italia e sul FolkClub di Torino

Raccontare sessant’anni di musica Folk in Italia e trent’anni di uno dei luoghi simbolo di questo genere musicale nel mondo: il FolkClub di Torino.
Questa l’idea di Studio Liz casa di produzione indipendente fondata dal regista Elia Romanelli e dalla producer Elisa Pajer.

 

Nel 1958 succede qualcosa di inedito nel nostro paese: un gruppo di musicisti e letterati (tra di essi Umberto Eco, Italo Calvino, Sergio Liberovici, Fausto Amodei) si mette insieme - sotto il nome di Cantacronache- per ricordare al pubblico che c’è qualcosa che va oltre alla musica che è abituato ad ascoltare: mentre in televisione Modugno vince San Remo con “Volare”, per le strade si diffondono nuove canzoni prese in prestito da un repertorio popolare, contadino e operaio, legato alla resistenza ed ad una certa idea di società e, contemporaneamente, senza forse nemmeno accorgersene, in questo modo si mettono le basi per quella che diventerà la canzone d’autore italiana.

Franco Lucà arriva nello stesso anno a Torino, vive quest’epoca e frequenta queste grandi personalità e, giusto trent’anni dopo, nel 1988, con il suo bagaglio storico, ideologico e musicale, fonderà il Folk Club.
In trent’anni Torino è molto cambiata: il ruolo della FIAT, l’esaurirsi del grande Boom e dell’immigrazione di massa, la marcia dei 40 mila e la fine delle BR. Ma in trent’anni è cambiata anche la musica: dal “ricalco” (autori che riproponevano “alla lettera” la musica orale) si è passati alla World Music ed ad un mondo di sfumature tra generi che sarà quello che comincerà ad esibirsi nel piccolo palcoscenico del Folk Club. E’ l’inizio di una nuova epoca che dura ancora oggi, più viva che mai.

Il documentario, e la volontà di Studio Liz di realizzarlo, è stato annunciato in occasione della conferenza stampa di inizio stagione del FolkClub nel settrembe 2017.
Il progetto in questi mesi ha ottenuto l’interesse e la partecipazione di importanti realtà torinesi: Scuola Holden, il Circolo dei Lettori, Etétrad, il Teatro Regio ed anche l’Università di Roma Tor Vergata e l’Università di Ca’ Foscari di Venezia e potrà contare sul sostegno allo sviluppo del Piemonte Doc Film Fund – Fondo regionale per il documentario.
La realizzazione del film è iniziata con le riprese di alcuni concerti di questa stagione del trentennale e proseguirà per tutto il 2018 potendo contare anche sul vasto archivio storico messo a disposizione dal FolkClub e dal C.R.E.L che sono partner del progetto.

THAT’S ALL FOLKS! Produci con noi la storia del Folk

L’ invito a contribuire alla realizzazione di questo documentario è aperto a tutti, attraverso una campagna di crowdfounding online sulla piattaforma Eppela.
Tra le ricompense sei serigrafie a tema, a tiratura limitata dell’illustratore Lucio Schiavon, magliette, borse e la possibilità di prenotare il dvd del documentario.
Le donazioni avranno uno scopo concreto:
• contribuire a finanziare il documentario e
• contribuire all’acquisto di un pianoforte nuovo per il FolkClub.
Il glorioso pianoforte Grotrian-Steinweg che ha accompagnato sul palco del FolkClub tantissimi artisti durante le passate stagioni dal 1993 al 2012 è una delle ricompense, un ottimo strumento musicale per veri appassionati ed intenditori!
Contribuisci online entro il 31 maggio!

Questo documentario vuole essere il luogo di incontro di molte voci che hanno contrassegnato la storia di Torino e la storia musicale Italiana ed internazionale.
Sono specialmente le voci di musicisti, ma anche di storici, musicologi e testimoni di un’epoca che dalla fine degli anni ‘50 prosegue ancora oggi. La necessità è quella di incontrare i protagonisti diretti di una storia che ha unito le grandi ricerche etnomusicologiche del secolo scorso con i migliori interpreti della Folk Music (e non solo).
Oltre a ciò, la possibilità di incontrare i grandi ospiti internazionali presenti alla trentesima stagione del FolkClub e poter utilizzare parte inedita dell’enorme archivio del C.R.E.L. (Centro Regionale Etnografico Linguistico), in un dialogo vivo tra passato e presente.
E’ l’origine di un genere musicale che va raccontata, perché da questa stagione, grazie ai suoi protagonisti, precursori dei tempi, si è sviluppata una gran parte della migliore musica che ancor oggi viene prodotta.





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