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Umbria Folk Festival, XI edizione

Umbria Folk Festival, XI edizione

L’edizione numero XI di Umbria Folk Festival : una cinque giorni che investirà piazza del Popolo di Orvieto con un ricco cartellone di eventi e big della musica popolare.
In questa edizione dedicata a Terra & Territorio infatti, c’è una novità ed è la presenza dell‘associazione 3.36 per Barbara e Matteo, la giovane coppia morta sotto le macerie dell’hotel Roma ad Amatrice. A lei, infatti, sarà devoluto parte del ricavato del concerto di Vinicio Capossela in programma per il 1 settembre. Insomma, per l’undicesima candelina di Uff sembrano esserci tutte le premesse per un’edizione di successo.
Organizzata dal Comune di Orvieto, Parametrica e Associazione Umbria Folk Festival, è divenuta negli anni uno degli appuntamenti più importanti dell’estate musicale su territorio umbro e nazionale, legando musica, gastronomia, tradizioni popolari e culture diverse in una formula ormai collaudata e vincente.

Si parte mercoledì 30 agosto con TRI. Un viaggio nel patrimonio culturale della Sicilia con un progetto che vede sul palco tre artisti storici: i LAUTARI, gruppo catanese da sempre impegnato nella riproposizione degli stilemi popolari tradizionali; ALFIO ANTICO, leggenda vivente, riconosciuto a livello mondiale come uno di più grandi interpreti del tamburo a cornice, e RITA BOTTO, voce solare e mediterranea. Ogni artista propone un repertorio di brani inediti e rielaborazioni di brani popolari, creando un percorso sonoro condiviso. Ad aprire la serata, alle ore 21, a cura della scuola comunale di musica A.Casasole, sarà il gruppo La Compagnia de La Panatella in Triscebbusso, che dalle 21 farà ballare al ritmo incessante del saltarello, facendo rivivere le tradizioni perse e le storie dell’Etruria.

Giovedì 31 agosto sul palco sale alle 21 l’ORCHESTRA POPOLARE “LA NOTTE DELLA TARANTA”, composta da musicisti di pizzica e musica popolare di tutto il Salento. Nel Concertone finale del Festival di Melpignano è ogni anno diretta da un diverso Maestro Concertatore, con cui rivisita il repertorio tradizionale collaborando con noti artisti italiani e internazionali. L’Orchestra esplora le verità nuove e impellenti della pizzica nell’inevitabile flusso della musica. Esibendosi anche all’estero durante il resto dell’anno, rappresenta il formidabile strumento di promozione culturale di un affascinante “mondo nel mondo”.

L’attesissimo protagonista del palcoscenico, venerdì 1 settembre, è VINICIO CAPOSSELA in “Combat Folk”. I concerti denominati “Combat folk”, tra cui quello di Umbria Folk Festival, sono rivincite all’aperto in contesti molto popolari dedicati al folk e alla terra, che celebrano il disco “Canzoni della Cupa” dopo i due tour “Ombra” e “Polvere”. “Nei concerti di Combat Folk la musica, più che la scenografia o l’evocazione teatrale, è protagonista. Una formazione a due trombe, con propulsione a tamburo e pompa di contrabbasso, schitarrante di ballate, violino e serenate, al grido di battaglia di “All’incontrè ‘R”, come il festival sponzante nelle terre che questa musica ha generato. Per rivoltare la polvere!» – come afferma Vinicio Capossela.

Sul palco, prima di Capossela, a partire dalle ore 20 saliranno i Big33, gruppo che propone brani di Wilson Pickett, Otis Redding, James Brown ed altri, percorrendo gli anni fortunati del Rhythm and Blues, e il Coro dei Minatori di Santa Fiora, protagonisti del recupero e della reinterpretazione del vasto e originale repertorio di musica popolare di Santa Fiora e delle località minerarie del Monte Amiata.

Sabato 2 settembre spazio ai BAUSTELLE. La band torna a dimostrare la capacità di fare proprie la canzone d’autore italiana e francese, la new wave, l’elettronica vintage, la bossa nova, le colonne sonore anni ’60 e ’70. Dopo sei dischi e numerosi riconoscimenti, sono ancora in grado di esibire leggerezza e spessore in parti uguali: se esiste un possibile equilibrio fra impegno e disimpegno, i Baustelle ne detengono il segreto. Il loro ultimo disco, L’amore e la violenza, è una raccolta di canzoni che non hanno paura di essere cantate, un disco colorato e libero dove si amalgamano riferimenti e citazioni, suggestioni e nostalgie.

La serata sarà aperta, alle 21, dall’esibizione di Svedoniosrock. Fortemente influenzata dal rock anni ’70 – ’80, la band affronta ogni brano con forte personalità e con la capacità, attraverso il suono e le improvvisazioni, di stravolgerlo e ricomporlo ogni volta in mododiverso. Contaminazioni di ogni genere racchiuse in un sound potente ed emozionante è ciò che li contraddistingue.

L’undicesima edizione di Umbria Folk Festival si chiude domenica 3 settembre alle 21 con Brigallè e la sua musica popolare dal ritmo incalzante, energia pura. Ritmo di cassa battente e tamburelli, organetto e chitarre, fisarmonica e castagnette, cantando spaccati di vita quotidiana e storie di Briganti. Il bagaglio musicale più importante del centro Sud che la band interpreta è frutto di una ricerca accurata dei testi e della musicalità. L’idea di rivalutare i canti popolari e la voglia di proporre nuove melodie in dialetto ciociaro è alla base dello spirito musicale di Brigallè. Protagonista della serata anche LA RISERVA MOAC. Una band senza frontiere, che fa della sintesi di suoni, parole e ritmi del mondo una profezia musicale e uno stile di vita, dando origine ad un caratteristico e personale sound che spazia dal Balkan alla Patchanka. Grazie ad un notevole carnet di riconoscimenti e alla costante presenza in molte compilation italiane ed estere, viene considerata una tra le band più importanti della scena musicale italiana. La frenetica sessione degli ottoni della BUKUROSH BALKAN ORKESTRA propone vivaci arrangiamenti originali e rivisitati.



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