Your message has been sent, you will be contacted soon
Musica PopoIare ltaIiana

Chiama

Chiudi

Il corno delle Alpi

Il corno delle Alpi

Il corno, fatto in conchiglia, corno animale, corteccia, legno e metallo, è sempre stato un essenziale strumento di comunicazione. La sua funzione fu soprattutto per la guerra e la caccia, ma fu strumento molto diffuso anche tra i pastori.

Al pari dei didgeridoos, dei bambù o delle trombe di legno indiane e dei corni di legno africani, anche i corni delle Alpi sono tra i primi strumenti a fiato in legno.

Il corno alpino è uno strumento aerofono di origine antichissima. Strutturalmente è un lungo tubo conico in legno di larice o abete, senza fori né chiavi; gli strumenti moderni possono essere smontati per il trasporto. La tonalità dello strumento dipende dalla sua lunghezza, che può variare dai 2,45 ai 4,13 metri. Essendo un corno naturale, può emettere un limitato numero di note, ossia i soli armonici. Questo strumento ha un notevole sviluppo di suono, che può essere udito per alcuni chilometri intorno; difatti la sua funzione originaria, fra i pastori, era di segnalazione. Nel corso della storia, il corno delle Alpi smise quasi interamente di essere utilizzato in Svizzera come strumento dei pastori. Solo durante il Romanticismo, nel XIX secolo, e con la ripresa del folclore e del turismo, il corno delle Alpi ha vissuto una rinascita - diventando persino simbolo nazionale.

 

 

Il corno delle Alpi è stato a lungo uno strumento dei pastori. Serviva a richiamare le mucche dal pascolo verso la stalla quando giungeva il momento della mungitura. Un'incisione del 1754 ritrae un pastore che incita le mucche a risalire i pascoli al suono del corno delle Alpi lungo l'ultimo tratto, il più ripido. Su un dipinto dietro vetro della Emmental risalente al 1595, si suona il corno delle Alpi, presumibilmente per tranquillizzare le mucche durante la mungitura. Anche il suono del corno delle Alpi verso sera è un tema tradizionale nella storia dell'arte. Il suono aveva infatti valenza di preghiera della sera e si sentiva risuonare soprattutto nei Cantoni riformati. La funzione principale del corno delle Alpi consisteva comunque nella comunicazione con le malghe delle Alpi vicine e con la gente a valle.

Quando, nel corso del tempo, la produzione casearia si spostò ai caseifici dei paesi, anche il corno delle Alpi, dopo il 1800, si fece sempre più raro. Se è vero che il corno delle Alpi aveva perso la sua funzione originaria nei monti, in compenso conquistava, come strumento musicale, i cuori degli ascoltatori – diventando così un'attrazione turistica e un simbolo della Svizzera.

La tonalità in cui è possibile suonare il corno delle Alpi dipende dalla sua lunghezza. Nonostante, o forse proprio perché è costruito in maniera così semplice, il corno delle Alpi è uno strumento piuttosto difficile da suonare. Infatti, mentre tutti gli altri strumenti a fiato hanno conosciuto, nel corso del tempo, evoluzioni tecniche (fori per le dita, pistoni), il corno delle Alpi ha conservato sino ad oggi la sua forma originaria. Nel suo timbro inconfondibile, tuttavia, il corno delle Alpi combina la pienezza di un ottone con la morbidezza di uno strumento a fiato in legno.

Un tempo era la lunghezza dell'abete a stabilire l'altezza della tonica. Oggi si ottengono, in base a masse collaudate, le intonazioni desiderate che consentono l'interazione con corni delle Alpi di accordatura analoga o con altri strumenti musicali.

 

 

Sebbene l'uso e la tecnica per suonare i corni delle Alpi siano ripetutamente cambiati tra il XVI e il XX secolo, la forma di questo strumento non è, sostanzialmente, cambiata. Il corno delle Alpi è tutt'oggi un lungo tubo conico curvato all'estremità come il corno di una mucca. Fino agli anni Trenta del Novecento si utilizzavano, per costruire i corni delle Alpi, mascelle giovani e storte nei punti acuminati. Poiché questo legno alpino cresce lentamente, gli anelli sono molto vicini gli uni agli altri. Tutti i tronchi vengono incisi, scavati e riassemblati. Gli attuali costruttori di corni delle Alpi utilizzano anche altro legno ad esempio frassino o altri materiali: è così che ci sono anche corni in Carbon. Anche la tecnica è cambiata poiché i singoli pezzi (cameratura superiore, centrale e terminale e campana) ora vengono perlopiù incollati insieme e quindi intagliati a forma. Entrambi i metodi – lo scavo e il riassemblaggio pezzo dopo pezzo – richiedono più o meno lo stesso onere di lavoro manuale. La lavorazione con la sgorbia dura più di 70 ore prima che lo spessore della parete sia di 4 - 7 millimetri. I pezzi scavati e riassemblati vengono tenuti insieme con anelli. Un piccolo piede d'appoggio in legno stabilizza il corno delle Alpi. I corni vengono quindi avvolti con canna d'India (rattan). Un tempo si impiegavano anche nastri di lino, anelli di metallo, ossa o legno e strisce di corteccia di ciliegio o betulla. Da circa cent'anni, un bocchino aiuta a controllare meglio il fiato e quindi le note.

 

 

Fino ad una cinquantina di anni fa, l'unica tecnica usata per costruire un Corno delle Alpi era "relativamente" semplice: dopo aver accuratamente sagomato e fatto stagionare l'abete prescelto, lo si tagliava longitudinalmente, si procedeva poi scavandone l'interno fino ad ottenere una parete abbastanza sottile, ed infine lo si riassemblava con della colla, rafforzandone la tenuta avvolgendo lo strumento così ottenuto con del vimini o midollino (in tempi più remoti si usavano radici e cortecce!).

Oggigiorno con l'ausilio di macchinari per la lavorazione del legno più sofisticati, vengono usate altre due tecniche. La prima consiste nell'ottenere dall'albero prescelto, "sfogliandolo", una lamina di legno lunga quanto il futuro strumento; dopo averla sagomata su di una lima, la si incolla e per renderla più resistente si ricopre con del midollino, vimini o fibra di rattan. Gli strumenti così costruiti danno ottimi risultati per la regolarità degli armonici dovuta alla perfezione del canneggio ed alla continuità della vena del legno.

La seconda consiste nel assemblare attorno ad una lima in metallo delle "lamelle" di abete; una volta incollate vengono tornite fino allo spessore voluto (circa 5 mm.) dopodiché come nelle tecniche già descritte, lo strumento viene avvolto come da tradizione da vimini o midollino. Attualmente tutti i corni delle Alpi i vengono costruiti per comodità di trasporto in due o tre pezzi assemblabili fra loro grazie a delle ghiere in metallo.





Commenta