L'Orchestra dei Braccianti, la musica che restituisce dignità

Diciotto musicisti, tra professionisti e giovani talenti, provenienti da 9 paesi diversi. Tra loro alcuni braccianti agricoli africani dei ghetti del foggiano, con una storia difficile alle spalle.
Questa è l’Orchestra dei braccianti che partendo dalla Puglia, a poco più di un mese dal suo esordio, sta riempiendo auditorium e teatri nel Sud Italia, arrivando a fissare un prossimo concerto a Treviso.


Lo spettacolo è travolgente, denso di sonorità e tradizioni di provenienze diverse e remote, a cui la musica tradizionale italiana si riscopre sorprendentemente affine. Le lingue, i dialetti e le storie vanno ad intrecciarsi a melodie strazianti, espressione dello sfruttamento e della povertà; ma anche a ritmi tambureggianti di riscossa ed emancipazione. Dal folk al blues, dalla musica africana a quella indiana. Per arrivare alle sonorità più moderne, pop e rap.
Ogni musicista ha il suo spazio espressivo. Dal poli-strumentista tunisino, al chitarrista e cantante libico. Dal percussionista e cantante indiano, al cantautore e tastierista nigeriano e così via fino ad arrivare al chitarrista e compositore abruzzese; all’etno-musicologo pugliese.
L’Orchestra dei braccianti nasce all’interno dell’associazione ‘Terra! Onlus’ che da oltre dieci anni si batte su tematiche sociali legate alla filiera agroalimentare: la lotta contro lo sfruttamento dei braccianti, il superamento dei ghetti e il rispetto dell’ambiente.

Le persone dell’orchestra, anche se di diverse nazionalità e culture, sono legate dal messaggio universale dalla musica, ma anche dal lavoro che per molti di loro è agricolo. Sono uniti direttamente dalla “terra”.
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