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I canti popolari lunigianesi in un almanacco

I canti popolari lunigianesi in un almanacco

 

L’idea è del produttore musicale Eddy Mattei che ha creato un podcast con dodici brani in memoria dell’ex sindaco Enrico Ferri

Quando l’arte popolare si manifestava in musica, il pentagramma della tradizione lunigianese si affidava all’ocarina, al mandolino, alla chitarra, al violino e soprattutto alla fisarmonica. Questo mondo perduto da esplorare con curiosità e interesse, è diventato un singolare almanacco musicale dedicato alla memoria di Enrico Ferri, ad un anno dalla scomparsa. Sindaco dal 1990 al 2004, deputato nazionale (dal ‘92 al ‘94) ed europeo per tre legislature, segretario nazionale del Psdi, ministro dei Lavori pubblici con De Mita (1988-89), Enrico Ferri amava la cultura popolare che si esprimeva nel canto. E così il produttore musicale Eddy Mattei, titolare dell’etichetta “Stelevox“, gli ha dedicato un podcast con 12 brani di canti della Lunigiana. L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio del Centro lunigianese di studi giuridici e del Comune di Pontremoli.

Una selezione di canti popolari, estemporanei, immersi nella cultura contadina di un territorio magico come la Lunigiana. Eddy Mattei ha alle spalle lunghe ricerche sulle tradizioni musicali, iniziate con lo studio del Canti del Maggio e poi seguendo le tracce delle canzoni di paese pubblicate nel disco “ ‘l corno e ‘l violin“. "Era un’indagine a livello folkloristico di ciò che è rimasto nella memoria dei vecchi repertori musicali popolari – spiega Mattei -. Durante la ricerca ho rintracciato vecchi musicanti in grado di riprodurre con i loro strumenti brani che un tempo erano suonati nelle feste. Non ho trovato una tradizione specifica, né strumenti particolari. A dominare è la fisarmonica e quindi si tratta di brani con una datazione che può risalire al massimo alla seconda metà del secolo scorso". La ricerca è proseguita per salvare un prezioso repertorio di suoni e canti consentendo di tramandare le musiche delle generazioni a cavallo tra i due secoli.

I brani messi in una chiavetta Usb inserita in una scheda-copertina sono ’La sonata di Pidin’, ’Il Maggio di Montereggio’, ’Filastrocche’, ’Al Campanun’, ’Filastrocche del Merizzo’, ’Canti alla rovescia’, ’La pastorella di Rossano’, ’La balerina d’la Jera’, ’Valzer di Bricca’, La Giga di Zeri’, ’Serenada a Puntremal’, ’Maggio di Corlaga’. Oltre ai file audio c’è un pdf che riporta i testi e rapide spiegazioni riguardanti musiche e canti.

Le registrazioni prendono il via con un brano di origine sconosciuta suonato nella Valle del Verde ed eseguito dal fisarmonicista Pietro Lusardi di Vezerada, che propone anche i valzer di Bricca, contadino musicista della Valle del Verde. Di seguito i canti del maggio di Montereggio, intonati dai paesani vestiti con costumi pittoreschi davanti alle case del paese per festeggiare la primavera. Poi le antiche filastrocche riprese e messe in musica dal menestrello della Lunigiana Bugelli con la malinconia come segno distintivo del canto del menestrello di Panicale, che usa le dissonanze acustiche per sottolineare il segno del suo umore poetico. Dense di nostalgia le canzoni pontremolesi ’Al Campanun’ scritta nel 1924 da Luigi Poletti (1864-1967), ’Serenada a Puntremal’ di Giovanni Bellotti (1889-1968) e ’La balerina d’la Jera’ di Danilo Pinotti, interpretate dalla splendida voce di Vincenzo Arcari. Il gruppo spezzino di musica popolare ’Tandarandan’ interpreta le "Filastrocche del Merizzo" e "La Giga di Zeri", dal timbro irlandese importato dagli emigrati di ritorno dall’America a fine Ottocento. Infine un’antica melodia zerasca: "La pastorella di Rossano", intonata la vigilia di Natale. La scheda con brani audio e pdf che presenta i testi dialettali con la traduzione in italiano saranno presentati questo mese.







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