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Musica PopoIare ltaIiana

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La voce di Fiorenza Calogero

Dopo aver presentato Le donne di Giulianello, Elena Ledda e Clara Graziano, oggi il nostro primo piano sulle donne della musica popolare è dedicato ad una voce classe ’78, Fiorenza Calogero.  Una voce della musica popolare, ma non solo.

La parola esatta è Artista! 15 anni fa iniziava la sua attività teatrale. Il suo mentore è il maestro Roberto De Simone. Contemporaneamente inizia la sua ascesa come solista.

Fiorenza CalogeroRapita dalla canzone napoletana, studia e la frequenta, costruendo e ricercando il suo suono e il suo repertorio. Una voce calda, sensuale va alla scoperta della vita, della storia, della tradizione della musica napoletana. Conosce molto bene la tradizione musicale napoletana. L’ha praticata e attraversata tutta.

Il suo Curriculum è sinonimo di eccellenza. Enzo Avitabile, Antonio Sinagra, Rino Zurzolo, Roberto Pregadio, Bruno Biriaco, Adriano Pennino, Peppe Vessicchio, Enzo Gragnianiello, Eugenio Bennato e Lino Cannavacciuolo, alcune delle collaborazioni targate Calogero.

Il suo percorso discografico è costruito da tre tappe. 2007 è l’anno di "Fioreincanto". 2009 è l’anno di"Fiorenza", album pubblicato dall'etichetta olandese Cnr Entertainment e destinato al mercato internazionale. Album riconosciuto dalla critica come un tentativo raro di ibridazione tra classicità e modernità, opera e pop. Contiene duetti con il tenore Vittorio Grigolo e dal vivo con Alessandro Safina e il baritono olandese Ernst Daniel Smid. 2011 è l’anno di “Sotto il vestito.. Napoli”, album in cui continua l’ibridazione tra generi diversi. Una produzione artistica di Federico Vacalebre per Edel. Lavora con le colleghe Daniela Fiorentino e Lorena Tamaggio e con il pianista Lorenzo Hengeller.

Cantante, voce rara e attrice.  Fiorenza Calogero si confronta anche in campo teatrale con la tradizione e la cultura napoletana, portando una gran dose di talento e novità. Nel 2003 va in scena con"Sacro e pagano" per la regia di Pasquale dello Monaco. Il 2004 è l’anno di "´Na sceneggiata" una regia firmata da Antonio Calenda. "Napoli nella tempesta" regia di Bruno Garofalo e “Voci di terre lontane", regia di Karima Angiolina Campanelli nel 2005. Il 2006 è l’anno di"Mettetevi comodi" di e con Gino Rivieccio, "Era la festa di San Gennaro" di e con Giacomo Rizzo, "Mal'aria" regia di Bruno Garofalo e coreografie di Franco Miseria.  Nel 2007 va in scena con "Signori si nasce" per la regia di Gaetano Liguori con Rino Marcelli, "Io speriamo che me la cavo",con Maurizio Casagrande, "Balli di Sfessania" di Bruno Garofalo con Mariano Rigillo. Il 2009 è l’anno di "Quanno ce vo´ ce vo´", di "Senza impegno", ancora con Casagrande. Nel 2010 è all’interno di un gran classico targato Eduardo De Filippo, Uomo e galantuomo" con Francesco Paolantoni per la regia di Armando Pugliese.

Fiorenza continua il suo percorso fatto di riferimenti e testi importanti. In questo viaggio tra le tradizioni teatrali si confronta anche con il repertorio di Raffaele Viviani, lavorando in "Padroni di barche" nel 2009 e poi  nel 2011, di nuovo in "Napoli chi resta e chi parte", diretta sempre da Pugliese, riprendendo così le canzoni del grande drammaturgo.

Diversi i premi e i successi della sua carriera artistica. Nel 2001 vince il Premio Saint Vincent, come migliore interprete, con il brano "Indifferentemente", unica canzone classica napoletana in gara. Nel 2007 rappresenta la musica napoletana alla celebrazione del Columbus Day a New York e nel 2008 Pietro Gargano le dedica due pagine nell'enciclopedia della canzone classica napoletana. Le sue interpretazioni di classici napoletani vengono inserite nell'archivio sonoro della Rai. Nel 2009 John Turturro la vuole in "Passione", lavoro cinematografico dedicato alla canzone napoletana, affidandole "Il canto delle lavandaie del Vomero", forse la più antica canzone della tradizione partenopea.

 La voce di Napoli è viva!



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