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FolkClub, al via la XXXIV° stagione

FolkClub, al via la XXXIV° stagione

 

Baluardo e fortino della miglior musica d’autore, del jazz e del folk contemporanei, dei progetti speciali e delle presentazioni dei dischi di tanti affezionati personaggi della creazione italiana e internazionale, il FolkClub, con la direzione artistica e organizzativa di Paolo Lucà, conferma il suo ruolo indipendente e coraggioso con 16 concerti dal 25 settembre al 23 dicembre nella prima parte della XXXIV stagione del piccolo e glorioso circolo di Via Perrone a Torino.

Il cartellone 22–23 presenta una schiera di musicisti che compone la propria musica sullo strumento della tradizione abbracciando l’innovazione e abbandonando ogni forma di revivalismo e retromania. I concerti del FolkClub iniziano tutti alle 21.30 e, salvo casi di prevendita, sono prenotabili telefonicamente al numero 011 192.15.162 o via e-mail (folkclub@folkclub.it). Tutti in concerti sono fruibili anche in streaming; ai minori di 30 anni il FolkClub applica lo sconto del 50% sul biglietto di ingresso.

Tantissime, finalmente e dopo due anni molto difficili, le date uniche e le prime apparizioni a Torino di molti artisti internazionali – americani e inglesi su tutti – a testimonianza del ritrovato ruolo del Club di Torino nel panorama italiano come uno dei luoghi di approdo delle più importanti tournée nel nostro paese.

Il programma in breve

La stagione si apre domenica 25 settembre con la prima apparizione italiana dell’irlandese Foy Vance, chitarrista e compositore che nell’estate del 2018 ha aperto i live dei Rolling Stones al London’s Twickenham Stadium e di cui nel 2019 il pubblico italiano si è innamorato quando ha condiviso il palco con Ed Sheeran.

Da un emergente di cui si sentirà parlare tantissimo come Vance all’incontro con un “grande vecchio” della musica americana, in data unica italiana dopo 16 anni: la serata a stelle e strisce e all’insegna delle chitarre vedrà sotto i riflettori Otis Taylor. Cantante, compositore e polistrumentista Taylor è considerato uno degli artisti di spicco della new wave del blues americano e tra i più innovativi degli ultimi vent’anni e il suo repertorio è basato essenzialmente su brani emotivamente carichi, spaziando dal politico al personale.

Saranno poi solo due le apparizioni italiane di Steven Bernstein: al Folkclub venerdì 21 ottobre il direttore musicale dei Lounge Lizards, compositore e arrangiatore per il cinema, turnista sopraffino nelle registrazioni di Lou Reed e Sting il trombettista statunitense di origine ebraica è un instancabile indagatore della musica contemporanea e delle sue molteplici influenze che diventano un universo sonoro coerente e unico. L’imperdibile concerto celebra i 25 anni dalla nascita di "Sex Mob", progetto nato dalla collaborazione con il sassofonista contralto Briggan Krauss, il bassista Tony Scherr e il batterista Kenny Wollesen.

È già del giorno successivo, sabato 22 ottobre, un’altra occasione unica in Italia. Arriva al Club il cinquantaquattrenne rocker di Chicago Michael McDermott che proprio in quei giorni riceverà il Premio Tenco Internazionale alla Carriera sul palco dell’Ariston di Sanremo di cui Stephen King ha detto ““forse il più grande talento del rock and roll da scoprire degli ultimi vent’anni”. Il 18 novembre, in collaborazione con il Consolato Onorario di Ungheria a Torino, è la volta della prima volta in Italia del Polygon Trio di Mihály Borbély: la musica di questo eccezionale trio ungherese è a volte malinconica e stimolante, altre volte vibra e si dipana con uno slancio travolgente.

Coinvolgendo una varietà di direzioni nella musica jazz, tra le caratteristiche del patrimonio musicale popolare del bacino dei Carpazi e dei Balcani e tra elementi della musica contemporanea, può essere delicatamente eterea o ricca di ritmi potenti. La carrellata degli stranieri della XXXIV stagione del FolkClub continua con il primo passaggio in Italia, per la rassegna Buscadero Night, dello svedese Jesper Lindell sabato 3 dicembre: il suo album d’esordio, Little Less Blue, grazie a un suono soul-rock retrò ottiene un grande riscontro e porta Jesper a vivere una lunga e acclamata tournée americana e lo definisce come una stella nascente della scena musicale europea.

Con la seconda parte della stagione saranno anche di più, ma già nell’autunno del 2022, è significativa la presenza di musiciste e autrici: venerdì 11 novembre Alessia Tondo che presenterà i brani del suo fortunato esordio solista “Sita”, vincitore del Premio Loano Giovani, riservato al miglior disco di musicisti under 35. Dopo una carriera a fianco di collaborazioni con altri artisti, la cantante – voce del Canzoniere Grecanico Salentino – decide di fare un passo avanti per dire la sua con dei brani originali, scritti di suo pugno in cui affida la propria voce a originali intrecci vocali e ballate, tutte in dialetto salentino.

Venerdì 16 dicembre per Radio Londra, la storica rassegna pensata e diretta da Enzo Zirilli. Protagonista Lianne Carroll, straordinaria pianista e vocalist inglese e stella di prima grandezza del firmamento jazz britannico. E mentre il 19 novembre il Tablao d’Autore propone l’imperdibile incontro con Mercedes Cortèz, “La Moneta”, già niña prodigio e bailaora gitana dal sapore e dal peso artistico antiguo tipico di Granada, la festa di Natale del Folkclub – finalmente con brindisi e panettone di tradizione – sarà il 23 dicembre con il progetto speciale di Giua e Zibba in una serata intitolata Maledetti Cantautori: un omaggio non ai cantautori maledetti ma alla maledizione di essere cantautori, al destino capitato a chi fa questa vita, che sia per scelta, obbligo o salvezza.

È per Radio Londra che Dado Moroni suona insieme a Enzo Zirilli e Riccardo Fioravanti il 7 ottobre. Insieme a questo grande trio per la prima volta al FolkClub il rinomato jazz vocalist, musicista, produttore, compositore, ma anche giornalista, autore, personaggio radiofonico e televisivo GeGé Telesforo.

Il terzo appuntamento della rassegna è un duo che vede esibirsi, insieme a Zirilli e il 12 novembre, il chitarrista Marco Pereira, certamente uno dei più importanti chitarristi acustici brasiliani in circolazione, caro amico di lunga data del Club.

E sono ancora chitarristi straordinari Franco Morone (4 novembre), chitarrista italiano tra i più apprezzati all'estero, uno dei pochi - come scrive la rivista americana Acoustic Guitar - in grado di avere un suono personale e riconoscibile. Sarà poi una grande emozione, dopo la guarigione dalla malattia che lo aveva costretto alla cancellazione della tournée dello scorso anno, ritrovare al Club Pierre Bensusan (10 dicembre), uno dei più grandi chitarristi acustici del mondo, sinonimo di genio chitarristico dell’acustica contemporanea

Un gioiello del folk contemporaneo, un viaggio che non è solo musicale ma affonda le radici nella cultura popolare e nell’antropologia sarda è l’incontro di sabato 1° ottobre con il trio di Mauro Palmas, Compositore, polistrumentista e mandolista, Palmas è l’ideatore di una tecnica esecutiva unica che, partendo dai ritmi delle danze popolari, gli ha permesso di trasporre sulla mandola il linguaggio delle antiche “nodas” sarde, tradizionalmente eseguite con le launeddas.

Sabato 26 novembre, infine, si celebrano i 25 anni dalla morte di Ivan Graziani: il figlio Filippo Graziani presenta Ivan25, uno spettacolare concerto a cura dei fratelli Graziani. Filippo e Tommaso – rispettivamente alla chitarra e voce e alla batteria, insieme a Francesco Cardelli al basso - hanno selezionato dall’intera discografia di Ivan 25 brani da portare sui palchi di tutta Italia, l’omaggio più completo e significativo alla sua carriera, dai grandi classici alle canzoni degli inizi con l’aggiunta di qualche sorpresa inedita.

Fra le anticipazioni del 2023 spiccano i nomi di Steve Winn (13 gennai), Lula Pena (3 marzo), Rhiannon Giddens con Francesco Turrisi, Antonello Salis e Baba Sissoko (25 marzo).

Dopo un anno difficile per gli organizzatori e per il pubblico Paolo Lucà dichiara: “È adesso il momento di lottare, di combattere con tutte le nostre forze contro il consolidarsi imperituro di una realtà scialba, sciatta, degradata, umiliante, instupidita; è adesso il momento di tornare ad aggiungere anziché togliere, di riprendere a cibarsi a piene mani di cultura, di musica, di arte… a nutrirsi insomma di bellezza, che -per dirla con il magniloquente Dostoevskij - davvero crediamo salverà il mondo!”







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