Al netto di nuove normative e possibili variazioni last minute, la 33ª stagione prosegue nel 2022, con ingresso nel nuovo anno firmato sabato 8 da Sara Marini. Una che il viaggio ce l’ha nel Dna, vista la naturalezza con cui mescola tradizione sarda e dialetto umbro eugubino, i due poli della sua ispirazione. La seconda tranche di programma copre i primi tre mesi del 2022 per un totale di 15 spettacoli. Transiteranno sul palco l’Occitania di Sergio Berardo, la Campania di Alfio Antico, la Calabria di Peppe Voltarelli, la Sicilia di Pippo Pollina. Ma anche tanto jazz nelle serate “Radio Londra” di Enzo Zirilli con i suoi ospiti britannici e il country blues americano delle mensili “Buscadero Nights”.

In sella al club c’è Paolo Lucà, 49 anni: «Ci siamo sintonizzati sui tempi e sui modi del periodo. Vuol dire organizzare la stagione in blocchi di 3 mesi per capire come evolve la situazione, mentre in sala comporta obbligo di mascherine Ffp2 e di Green Pass potenziato, come pure chiusura del bar. La capienza è al 100%, cioè 130 posti. Ma la pandemia sta picchiando duro, tra ottobre e dicembre abbiamo fatto fatica a superare le 50 presenze a concerto». Per fortuna gran parte degli artisti si regola di conseguenza in termini di cachet, e il programma mantiene il consueto alto profilo: «Ci emoziona pensare che il 21 gennaio arriverà per la prima volta nel nostro circolo Patrizio Fariselli, storico tastierista degli Area, già sembra di sentir rimbombare in sala l’11 febbraio il tamburo senza tempo di Alfio Antico e speriamo che voli e quarantene consentano l’arrivo della nuova stella country americana Kassi Valazza e del fuoriclasse inglese della tromba Byron Wallen. Prima della pandemia le presenze straniere coprivano circa due terzi delle date, ora sono in minoranza ma hanno il valore di un segnale, rappresentano la nostra volontà di non stravolgere lo spirito del Folk Club pur tenendo conto delle incognite del periodo. Gli accordi ci sono, i biglietti aerei anche: se poi non se ne potrà fare niente pazienza, ma provarci è doveroso»

Lo stesso spirito anima la conferma nel menù dell’ormai consolidata rassegna annuale “Tablao d’autore”, evento one night all’insegna del flamenco che il 26 marzo chiuderà il secondo segmento di stagione con un cast mondiale costituito da Alicia Marquez, Ramon Martinez, Mercedes Cortés e Jordi Flores. A quel punto sarà già stato annunciato il programma per i tre mesi successivi: «Non prima di inizio marzo, però, non vogliamo fare il passo più lungo della gamba. Del resto di questi tempi se cerchi un artista o la sua agenzia la risposta è sempre la stessa: “È un po’ presto, aspettiamo di vedere come si evolve la pandemia”». Intanto il pubblico, a partire dallo zoccolo duro dei fedelissimi, è chiamato a reagire alle proposte delle prossime settimane: «L’interesse c’è, per esempio il concerto che terrà Sergio Berardo il 15 gennaio sta andando molto bene in prevendita. In generale, però, mi rendo conto di come ripartire sia più difficile che restare chiusi. È una questione mentale, in quasi due anni le persone si sono abituate a stare in casa o a diradare le uscite, la vera ripresa del settore avrà tempi più lunghi di quelli che sognavamo quando riaprimmo le saracinesche»