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Kaulonia Tarantella Festival: la direzione artistica a Mimmo Calopresti

Kaulonia Tarantella Festival: la direzione artistica a Mimmo Calopresti

Il cinema d’autore unito alla musica popolare. In attesa di conoscere l’esito del bando regionale riservato ai grandi eventi, il Kaulonia Tarantella Festival per la 22esima edizione avrà un direttore artistico d’eccezione: il regista Mimmo Calopresti, reduce dal successo di “Aspromonte”, premiato con un Globo d’Oro e un Nastro d’Argento.

L’affidamento della direzione artistica a Mimmo Calopresti e la riscoperta di Tommaso Campanella musicologo sono le novità più immediate della XXI edizione del Kaulonia Tarantella Festival. Altresì, la trasformazione di Piazza Mese, l’ombelico della tarantella, in un teatro all’aperto, un teatro greco accessibile a un pubblico limitato e contingentato nel rispetto delle norme anti-Covid. Una ripartenza del popolo della tarantella condizionato, quindi, che pur non potendo dare sfogo al bisogno danzatorio avrà l’opportunità di fare un tuffo nella memoria storica e culturale della “calabria ultra”.

«È un’esperienza entusiasmante – ha affermato Calopresti in conferenza stampa - sono venuto ospite lo scorso anno e ho visto qualcosa di straordinario. Qui la tradizione popolare può diventare arte. La tarantella è musica del mondo, facilmente mischiabile con le immagini. Nel cinema la musica è fondamentale, perché diventa subito spettacolo e cultura». Quella del 2020 sarà un’edizione diversa dalle altre, per effetto delle norme di distanziamento sociale anti-Covid. Una sfida nuova che Calopresti è intenzionato a vincere.

 

«Bisogna trovare il modo di salire sulle macerie lasciate dal Covid e lavorare, uscendo con un surplus di creatività – ha rimarcato il regista - Non saremo in 10mila a ballare, saremo in 1000 a guardare il teatro della danza. Bisogna essere bravi costruendo cose di autentica bellezza. Sarà un’edizione molto importante, che segnerà una linea di demarcazione con quello che eravamo. Il Covid ci ha insegnato anche questo».

L’accezione tarantella è riduttivo, sa di folklorismo, di superficialità per cui amministrazione comunale e consulenti hanno pensato, alla luce delle ristrettezze imposte dalle norme anti contagio, ad allestire un programma che «valorizzi la parte storica, la parte identitaria con convegni e musica di ascolto che facessero risalire le diverse contaminazioni dalla Magna Grecia ad oggi e che hanno definito ciò che è tarantella. Cioè – ha osservato l’assessore alla cultura e vice sindaco Domenico Campisi – concepita non come una lotta tra musica colta e musica popolare, ma semplicemente riscoprire le radici antiche della tarantella mettendole in evidenza valorizzandole»







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