Your message has been sent, you will be contacted soon
Musica PopoIare ltaIiana

Chiama

Chiudi

La Nuova Pippolese Orchestra a Plettro – Canzoni per grilli e rificolone

La Nuova Pippolese Orchestra a Plettro – Canzoni per grilli e rificolone

Le orchestre di mandolini come La Pippolese di Serpiolle, nata nel 1904, e successivamente quelle di Borgo Allegri o di San Lorenzo ebbero grande fortuna a Firenze, tra i primi anni del Novecento fino alla metà dello scorso secolo. Ancora oggi, il loro ricordo permane nella memoria collettiva per i concertini che erano solite mettere in scena sui barconi lungo l’Arno o al parco de Le Cascine, durante la Festa del Grillo o per la Rificolona, quando si esibivano su carri trainati in origine da cavalli e poi a motore. Queste particolari formazioni musicali traevano l’origine del proprio nome da “pippolo”, termine con il quale i fiorentini chiamano il plettro, e svolgevano una importante funzione sociale ed aggregativa, oltre a conservare un ampio repertorio di canti popolari toscani. A riannodare i fili del tempo, riportando alla luce questa tradizione è La Nuova Pippolese Orchestra a Plettro, large ensemble per mandolini, chitarre e ukulele, nato nel 2015 in seno all'associazione culturale “La Scena Muta” sotto la direzione del chitarrista e mandolinista fiorentino Francesco “Frank” Cusumano. Nell’arco di cinque anni di attività tra ricerche e concerti, l’orchestra ha messo insieme un ormai corposo repertorio, riarrangiando per sole corde canti popolari fiorentini e vecchie canzoni recuperata da spartiti impolverati. Corollario di questo articolato cammino è il disco “Canzoni per grilli e rificolone” nel quale sono raccolti quattordici dei trenta brani abitualmente suonati sul palco e che focalizzano l’attenzione sulle canzoni d’autore, piuttosto che su quelle prettamente tradizionali, per rimarcare la provenienza storica delle vecchie pippolesi operanti sul territorio di Firenze. Finanziato con una fortunata di campagna di crowdfunding in collaborazione con la Cassa di Risparmio di Firenze, l’album ha avuto una lunga gestazione, interrottasi durante il lockdown, e vede la partecipazione di diversi ospiti come Gaia Nanni, Saverio Lanza, Irene Grandi, Alessandro Benvenuti, Charles Ferris, Cosimo degli Street Clerks, Ettore “Gerry” Bruno dei Brutos e Bebo Storti alias il Conte Uguccione. Ad aprire il disco è la voce recitante di Gaia Nanni che, con lo sfondo sonoro del valzer di Alfredo Manni “La torre di Arnolfo” dedicato alla torre di Palazzo Vecchio, ripercorrere l’epopea delle pippolesi: “Signore e signori, è con i lucciconi agli occhi che vi presento La Nuova Pippolese! Orchestrina a plettro diretta dal Maestro Francesco Frank Cusumano, qui pronta a rinnovare la storia, la cultura, i sogni e la poesia, la tradizione e anche la magia, di questa nostra cittadina, pettegola e carina, in dove siamo nati all’ombra del cupolone e cresciuti fra grilli e rificolone!”. Una così bella introduzione non poteva che far da preludio al brano simbolo della canzone fiorentina “La porti un bacione a Firenze” di Odoardo Spadaro al ritorno da una tournée in America e qui proposta in una versione a due voci con protagonisti Irene Grandi e Alessandro Benvenuti. La sinuosa e raffinata resa di “Mattinata Fiorentina” di Giovanni D’Anzi e Michele Galdieri, portata al successo da Alberto Rabagliati e successivamente interpretata anche da Claudio Villa e Narciso Parigi, e qui cantata da Lucia Latela e Michele Mastrosimone con la partecipazione alla slide di Saverio Lanza ci introduce alla bella sequenza con “Sulla carrozzella”, interpretata da David Bargiacchi e il recitato di Francesco Casini, “Gigia” di Narciso Parigi con l’introduzione di Gerry Bruno dei Brutos e la voce di Luca Bacco, e la splendida “Firenze” che Odoardo Spadaro scrisse nel 1929 e impreziosita nelle versione della Pippolese da una quarta strofa originale con la voce solista è di Guido Menestrina e Cosimo Ravenni dei Street Clerks al contrabbasso. Dalla commedia fiorentina “L’acqua cheta” di Augusto Novelli arriva il medley delle canzoni più famose “Com’è bello guidare i cavalli” e il cui ritornello era la sigla che annunciava l’inizio degli spettacolo della vecchia Pippolese. Se la voce di Manuela Carmignani e i cori di Andrea “Ance” Lovito ci regalano una bella interpretazione de “La canzone della Rificolona”, la successiva “Ti dissi di vienire” è aperta da un siparietto teatrale e prosegue nella irresistibile resa di Susy Bellucci e Giovanni Nannini. Il vertice del disco è la splendida “Firenze Sogna” scritta dal compositore e direttore d’orchestra Cesare Cesarini (1905-1973) e già interpretata da voci come Claudio Villa e Luciano Pavarotti, e qui magistralmente cantata da Francesca Macconi, con le corde dei mandolini a guidare la linea melodica sostenuta dal contrabbasso di Cosimo Ravenni dei Street Clerks. Non manca anche una bella sorpresa con “FI PI LI”, unico inedito del disco dedicato alla superstrada Firenze-Pisa-Livorno e che ci guida verso il finale con la struggente “Il valzer della povera gente” di Odoardo Spadaro e “Quando suona la Pippolese” del M° Cesare Cesarini in cui spicca la partecipazione di Charles Ferris alle trombe e ai tromboni. “Canzoni per grilli e rificolone” è un lavoro prezioso sia sotto il profilo musicale che da quello prettamente culturale, salvando dall’oblio del tempo un repertorio di canti densi di lirismo e poesia.







[social_share_button]