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Alle radici del canto: il nuovo album dei Radicanto

Alle radici del canto: il nuovo album dei Radicanto

 

Radicanto, è uscito il nuovo disco “Alle radici del canto”: un album che esplora la musica del Mediterraneo

Una raccolta di 12 brani nasce dalla voglia di esplorare la musica del Mediterraneo attraverso la forma “canzone”, ripensandola in chiave d’autore e acustica

«La storia non smetterà mai di insegnarci il futuro». È questo il motto che da 26 anni accompagna i Radicanto, la storica band barese che prosegue nella sua attività di composizione e ricerca con il nuovo, attesissimo album intitolato “Alle Radici del Canto“. Edito dalla casa discografica VISAGE Music e sostenuto dal contributo di Puglia Sounds, questa raccolta di 12 brani nasce dalla voglia di esplorare la musica del Mediterraneo attraverso la forma “canzone”, ripensandola in chiave d’autore e acustica.
«L’indagine culturale, filosofica e storiografica», spiega il fondatore del gruppo Giuseppe De Trizio, «ci ha portato a immaginare il nuovo lavoro discografico come il compimento della nostra musica, un’opera di ricerca, rielaborazione e scrittura della musica tradizionale pugliese in chiave d’autore. Il lavoro rappresenta un compendio acustico e poetico, che affianca la riproposta dei brani folk alla scrittura originale di nuove composizioni». Il nuovo “Alle Radici del Canto” riecheggia dunque la principale caratteristica dei lavori discografici dei Radicanto, un percorso diacronico attraverso i tòpoi della tradizione viva pugliese e del Mediterraneo, pennellando canzone d’autore, suoni acustici e digressioni narrative. Si tratta di sguardi d’autore che superano ogni confine, storie non ufficiali, voci assolate, luoghi dell’anima, itinerari sonori.
Le canzoni sono antiche melodie e canzone d’autore, che trovano la forma della ballata e della canzone, scelte come vettori per raccontare le memorie di una terra che diventa frontiera ad ogni approdo. Questo viaggio musicale si propone di riportare alla luce suoni e storie di terra e di mare, attraverso la ricerca e la rielaborazione del patrimonio della tradizione popolare che da essi deriva. Canti d’acqua e canti rurali, di stagioni che si alternano in un incessante dialogo con la vita di uomini e donne che si muovono sui bordi, sui confini, in un tempo in cui la produzione culturale è l’unico antidoto alla discordia e alla guerra. L’ascolto della musica è ascolto interiore, ascolto dell’altro: luogo del dialogo e del confronto interculturale, sotto il segno dell’antica dottrina dell’ethos che nella Magna Grecia ha il suo naturale luogo di risonanza.
«Alla “caccia alle streghe”», afferma la band, «noi intendiamo opporre l’insegnamento di Gustav Mahler: “coltivare la tradizione vuol dire alimentare un fuoco e non venerare le ceneri”». La struttura principale delle composizioni viaggia tra folk, rock, jazz, canzone d’autore ed fortemente incentrata sulla vocalità e sui timbri sia delle percussioni che degli strumenti a corda, mantice, fiati e plettri.

Al canto della splendida voce di e Maria Giaquinto, si uniscono le armonie affidate alle chitarre di Giuseppe De Trizio e le parti tematiche dei timbri di Adolfo La Volpe (chitarra elettrica e bouzouki), dei sassofoni di Claudio Carboni e della fisarmonica di Giovanni Chiapparino. Alla batteria si affiancano le percussioni come il cajon e i timbri dei tamburi a cornice suonati da Francesco De Palma, mentre al contrabbasso troviamo Giorgio Vendola. Ospiti al canto sono Raiz in “Tu sola”, Nando Citarella in “A’ devozione” (anche in qualità di coautore), e Stefano Saletti in “Ebla”. Il disco contiene il brano “Tu sola”, composta da Raiz e Giuseppe De Trizio, colonna sonora del cortometraggio “Destinata coniugi lo giglio” vincitore del Premio Nastri D’Argento 2022.







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