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Musica PopoIare ltaIiana

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Furclap: così da trent’anni vive la musica popolare

Furclap: così da trent’anni vive la musica popolare

 

Ai suonatori esperti dell’associazione culturale udinese Furclap va il merito di sostenere da oltre trent’anni la diffusione, la conoscenza e la trasmissione dei canti e delle melodie legate all’uso di uno strumento musicale, nato nel cuore della tradizione popolare e la cui fortuna è variata nel corso dei secoli, dalla grande diffusione nel diciannovesimo secolo, ha poi perso importanza  dall’inizio del ventesimo secolo, sostituita dalla fisarmonica, adatta ai balli alla moda.

I musicisti di Furclap, Giovanni Floreani, Paolo Simonazzi, Emanuele Reverberi, Evaristo Casonato, Didier Ortolan, Ermes Ghirardini, sono stati itineranti con le loro cornamuse, ciaramelle, zampogne in spalla, per tutto il mese di dicembre e hanno garantito la diffusione sapiente del rito capace di avvolgere gli ascoltatori, anche i più frettolosi, in un abbraccio gentile, affidandosi al rispetto di un vero e proprio decalogo il: “Disciplinare del Suonatore di cornamusa”, redatto dalla stessa associazione con l’intento di trasmettere il rispetto e la cura della ritualità.  “Al suonatore - si legge nel disciplinare - si chiede di avere sempre perfettamente accordato il proprio strumento, di indossare sobriamente e correttamente il proprio costume, di suonare poco e spesso, di non tediare il pubblico né di fare la rockstar, di suonare melodie appropriate prediligendo quelle appartenenti alla tradizione popolare del territorio in cui il musicista si trova.

Prima di iniziare a suonare è importante ricordare di spegnere il cellulare, non usarlo se non dopo avere smesso di suonare. Il comportamento del suonatore deve essere sobrio, sia durante l’esecuzione dei canti, sia quando in pausa. Il pubblico va rispettato ma, “afferma il tuo ruolo di Suonatore” e ancora non intrattenerti in chiacchiere banali, non essere sboccato, volgare, superficiale, suona lentamente e dolcemente. Armonizza il passo della tua camminata a ciò che stai suonando, non stravolgere le melodie cercando improbabili contaminazioni sonore, e infine ama ciò che stai facendo e trasmettilo a chi ti ascolta”.  Dieci regole per una continua formazione non solo tecnica con la consapevolezza che le tradizioni hanno bisogno di cura perché non finiscano banalizzate o si trasformino in vuoti rituali. E un invito, rivolto a tutti i colleghi musicisti  che si propongono di suonare, a farlo “con la serietà, la discrezione e il rispetto che tale prestazione richiede. Fate sì che il tutto non si svilisca a consumismo folklorico. Adoperatevi affinché chi vi ascolta e vi guarda sia avvolto da un sano momento di Sacralità”.







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