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Renanera: la Lucania è “Terra da Cammenà”

Renanera: la Lucania è "Terra da Cammenà"

Si chiama Terra de cammenà ed è il primo concept album dei Renanera, Uno dei progetti di musica etnica più rappresentativi della Basilicata e del Sud Italia. Un modo per raccontare, alla maniera della migliore tradizione antropologico/musicale per raccontare storie di persone e luoghi troppo spesso dimenticati.

È un concept album Terra da cammenà – spiegano i Renanera – perchè abbiamo sentito l’esigenza di raccontare storie di persone e luoghi troppo spesso dimenticati e di cui i lucani hanno bisogno di parlare per intraprendere il loro percorso collettivo verso il “riscatto” morale. C’è una canzone che racconta di Ronca Battista, il boscaiolo di Melfi che combattè strenuamente contro i francesi per scongiurare l’assedio della città; abbiamo composto e cantato le melodie evocative delle “Masciare” , in passato raccontate e documentate dall’antropologo Ernesto De Martino; la canzone che racconta i riti propiziatori nel Tempio di Metaponto dedicato alla dea Hera; la leggenda di come San Biagio di Maratea è diventato patrono del borgo marinaro; c’è la storia dei 9 carbonari di Calvello, che guidati dal medico Carlo Mazziotta furono trucidati al tempo dei moti del 1822; la canzone suggestiva che racconta la leggenda di Ugo dei Pagani, Maestro dei Templari di Forenza ; le contraddizioni e le abitudini meridionali raccontate con una tarantella che canta la convivenza tra il sacro e il profano, la sofferenza e il coraggio degli impavidi briganti e delle loro donne brigantesse, abbiamo immaginato una danza segreta fra i calanchi, omaggiato Federico Secondo di Svevia e rivissuto l’incantevole rito del matrimonio arberëschë che ancora viene praticato in realtà piccole ma preziosissime come San Paolo Albanese, la leggenda di come la Madonna Nera di Viggiano, sia diventata patrona della Basilicata; non mancano brani che cantano l’amore , vissuto in modi diversi da ognuno e spesso addirittura “condizionato” e “imposto” da una mentalità arcaica ancora troppo viva.».

Renanera lo fanno in un modo inedito, con un album-libro di 98 pagine, associato a 18 canzoni raggiungibili con lo smartphone attraverso un QR code, per ascoltare in totale più di un’ora di musica e parole e ammirare oltre 70 scatti d’autore in bianco e nero che fanno parte di 2 set fotografici differenti ed entrambi di rilievo, il primo affidato al fotografo antropologico Francesco La Centra e l’altro al fotografo Federico Cataldi, anche regista della docu-fiction «Voci di una terra: Basilicata», andata in onda su Rai Storia e Rai Italia in cui i Renanera hanno preso parte con molte delle musiche contenute in questo nuovo lavoro discografico. Il lavoro sarà pubblicato da BRIGANTE EDITORE di Lagonegro, casa editrice anch’essa lucana.

Ogni canzone è preceduta da un breve prologo scritto dalla stessa autrice dei testi, Unaderosa. La ricca introduzione di Pierpaolo Grezzi, anche percussionista nell’album, proietta l’ascoltatore nel contesto della canzone che ci si appresta ad ascoltare. Tutti i testi delle canzoni sono stati trascritti con l’A.L.Ba. Alfabeto dei Dialetti Lucani elaborato dalla professoressa Patrizia Del Puente, ricercatrice del dipartimento di Dialettologia dell’Università della Basilicata.

La prefazione all’album-libro Terra da cammenà è curata da Antonio G. D’Errico, raffinato scrittore, pluripremiato e più volte candidato al Premio Nobel per la letteratura. La postfazione è dalla professoressa e critica letteraria Yvette Merchand







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