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Raoul Casadei, il ricordo a un mese dalla sua scomparsa

Raoul Casadei, il ricordo a un mese dalla sua scomparsa

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A un mese dalla sua scomparsa, causata dal Covid, ricordiamo Raoul Casadei tramite le parole di suo figlio Mirko. “L’ottimismo era il suo motto e il suo modo di vivere. Questo lo ha sempre contraddistinto: affrontava tutto con ottimismo, anche le cose negative. Lui trovava sempre un lato positivo”. Mirko Casadei racconta così suo babbo. “Era un uomo molto caparbio, ha sempre puntato al massimo. Quando voleva una cosa trovava il modo di realizzarla. Mi ricordo di una volta, un aneddoto di qualche anno fa. Aveva fatto una canzone nuova, dai ritmi sudamericani. A un certo punto disse: “Questa canzone la vorrei fare con uno importante. Sarebbe da fare con Tito Puente””. Per chi non lo conoscesse, Tito Puente è colui che, negli anni ’50, ha inventato la salsa. Insomma, il re della musica latina.

“Noi ci siamo messi tutti a ridere. Gli abbiamo proprio detto: “Sì, tu da Cesenatico, che fai del liscio, vuoi andare a cercare Tito Puente”. Per farla breve: dopo pochi giorni erano a New York a incidere con lui. Lì ha realizzato un sogno. Ma era così: quando credeva e puntava a una cosa, riusciva a convincere anche gli altri della bontà delle sue idee. E la maggior parte delle volte riusciva a realizzarla. Questa è sempre stata la sua forza: avere un obiettivo, crederci fino in fondo tanto da contagiare anche chi era intorno a lui”.

“Raoul viene sempre collegato al liscio, a questo mondo, alle balere, agli anziani. In realtà negli anni ’70 aveva un pubblico molto giovane, perché grazie alle sue canzoni era riuscito a fondere dei testi più pop con la musica folk e il ballo”, portando letteralmente un vento di innovazione nel settore. “Penso a Ciao mare, a Simpatia”, due canzoni che ai tempi erano delle vere e proprie novità. “Tanto è vero che in quegli anni ha presenziato al Festivalbar, a Sanremo, Disco per l’estate, tutti i festival musicali dove c’erano i big del momento.”

Raoul Casadei è stato un pioniere della musica italiana. “Quello che ci lascia oggi sono proprio le sue canzoni, che sono forti, che tuttora hanno un ritorno anche da parte dei romagnoli. Canzoni come Romagna mia, Romagna e sangiovese, Romagna capitale si cantano allo stadio. Sono musiche di appartenenza, canzoni che secondo me sono la sua grande eredità. Fanno si che Raoul non morirà mai, ma continuerà a vivere attraverso le sue canzoni che, a distanza di anche 50 anni, sono ancora qui. E fanno parte della musica popolare”.

In programma, per celebrarlo quando sarà possibile, ci sono già parecchie idee nel cassetto. “Insieme alla Regione Emilia Romagna vorremmo fare un grande festival che si chiama Bala mondo, un festival che già facevamo e che quest’anno sarà totalmente dedicato a Raoul. Ci saranno ospiti e artisti internazionali, e lo omaggeremo attraverso le sue canzoni. Sempre all’interno di questo Festival verrà istituito un premio musicale per gli under 35, proprio per dare il giusto spessore a Raoul e aiutare le nuove generazioni a buttarsi nella musica folk, trasferendo la sua impronta”.

“Infine, il 15 agosto, che sarebbe stato il suo compleanno, c’è l’idea di fare una grande festa, come lui avrebbe voluto. Magari ancora non si potrà ballare, ma si potrà cantare, stare tutti insieme. Una bella festa in Romagna, magari con ospiti per celebrare Raoul, sempre attraverso le sue canzoni. Credo che sia il modo migliore per ricordarlo”.

 







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