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Musica PopoIare ltaIiana

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La pizzica-scherma a Torrepaduli

La pizzica-scherma a Torrepaduli

 

 

Nella notte tra il 15 ed il 16 Agosto, a Torrepaduli, alla fine della festa religiosa, si produce uno dei rituali coreutico-musicali più spettacolari del Sud d’Italia: gruppi di pellegrini, di curiosi e di musicisti formano le “ronde”, e, all’interno di questi cerchi rituali, sul ritmo infuocato della pizziche pizziche, suonate con tamburelli e organetti a bocca e a mano, si inscena la “scherma”, una sorta di duello rusticano, eseguito rigorosamente solo da uomini, in cui le dita della mano destra simulano la forma dei coltelli. Questa danza va avanti per tutta la notte, con coppie che si scambiano di continuo, fino a quando, all’alba, la festa termina con l’inizio del tradizionale mercato, che in passato era prevalentemente una fiera del bestiame e degli attrezzi agricoli.

La “danza scherma” di Torrepaduli, che probabilmente nel mondo contadino serviva anche a risolvere ritualmente alcuni conflitti che sorgevano fra i frequentatori della festa, è un rito di grande fascino e suggestione, che attira migliaia di turisti e appassionati, ma in fondo ancora non sufficientemente studiato. Nella documentazione scientifica, le prime straordinarie registrazioni del paesaggio sonoro della festa sono state realizzate dall’etnomusicologo Diego Carpitella nel 1960, e sono custodite presso la bibliomediateca dell’Accademia di Santa Cecilia a Roma. Oltre al Salento leccese, questa danza, con modalità esecutive varie, veniva (e a volte ancora viene) praticata anche nell’area dell’Alto Salento e della Bassa Murgia e in altri luoghi del Sud d’Italia.







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