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Bani la melodia del tarassaco: il Maestro della Musica delle Quattro Province

Bani la melodia del tarassaco: il Maestro della Musica delle Quattro Province

 

 


Il bobbiese Ettore Losini, meglio conosciuto come  Bani, dal nome del padre Colombano, è  il Maestro per eccellenza della musica popolare delle “Quattro Province di Piacenza, Pavia, Alessandria, Genova” che, con il complesso “I Müseta” , ha diffuso in Italia e in Europa. Questo libro ne ripercorre la suggestiva storia di cultura musicale legata strettamente al suo simbolo, il piffero. Musicista autodidatta Bani ha incominciato la sua carriera suonando una fisarmonica a bottoni per passare poi al piffero. Attivo fin da ragazzo ha accumulato negli anni della sua lunga carriera un'approfondita conoscenza del repertorio da piffero, che fa di lui uno dei più importanti portatori della tradizione, in questo caso musicale, della val Trebbia. Come portatore della tradizione ha suonato con successo in Francia, Spagna, Irlanda, Paesi Bassi.Nel suo laboratorio di Degara (frazione di Bobbio) costruisce pifferi, cornamuse, müse (cornamuse appenniniche).

Bruna Boccacia è l'autrice del libro:


"Bani, a soli cinque anni, dallo stelo del tarassaco traeva i suoi primi suoni musicali. Bani è proprio il caso di dire, è nato con la musica nel sangue, trasmessa da un anziano del paese che presto gli ha insegnato a ricavare suoni musicali dagli strumenti che si trovano in natura. Con Bani, lo stelo schiacciato diventa un’ancia doppia come l’oboe. Le pagine del libro evidenziano come le trasformazioni socio-economiche, che hanno portato alla progressiva scomparsa della civiltà contadina, hanno fatto sparire quasi del tutto anche le tradizioni canore e musicali che costituivano gli unici momenti di aggregazione e di svago dalla dura vita del lavoro dei campi. Il canto popolare, così importante nelle stagioni passate, ha rischiato di scomparire soppiantato dalle musiche moderne, diffuse soprattutto fra i giovani che non volevano più saperne di gighe e di monferrine né di pifferi o cornamuse. Ma per fortuna c’è chi questa musica non l’ha dimenticata né sottovalutata e l’ha riportata in auge"

 

 

 







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