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“La Giostra”, il nuovo album di Kërkim: un omaggio all’anima del Mediterraneo

“La Giostra”, il nuovo album di Kërkim: un omaggio all’anima del Mediterraneo

Un’ideale colonna sonora dello spirito dei popoli che abbracciano il Mediterraneo. Un viaggio contemporaneo lungo le rotte delle mille storie intrecciate nei secoli, per riscoprire la fibra vivente delle tradizioni e il loro percorso nel tempo. Un percorso da sempre mobile, itinerante, migrante.

Tutto questo è La Giostra, il nuovo disco di Kërkim, uscito sabato 24 ottobre per l’etichetta Liburia Records.

A cinque anni dal primo album omonimo, KërkimLa Giostra approfondisce il percorso artistico della band basata nel Salento ma rivolta alle ispirazioni che vengono da fuori. Il disco, registrato e missato presso il Centro studi musicali Bazù di Giuggianello, fonde composizioni originali con  un’attenta selezione di brani autoriali e di diversi repertori tradizionali che insiste, in particolare, sul tema della partenza, un motivo molto presente nelle musiche popolari dei Paesi del Mediterraneo, a testimonianza di quanto il migrare sia un fenomeno diffuso e radicato nello spazio e nel tempo.

Il gruppo pugliese formato da Maurizio Pellizzari (voce, chitarra, saz e mandolino) Vincenzo Grasso (clarinetto e sax soprano) Bruno Galeone (fisarmonica) Manuela Salinaro (percussioni) e Francesco Pellizzari (batteria) arricchisce ulteriormente il lavoro sul disco, caratterizzato dall’attitudine polistrumentistica dei suoi componenti, grazie alla collaborazione di numerosi ospiti tra cui Irene Lungo e Jamila Harbi alla voce, Antonio Alemanno al contrabbasso, Gianpaolo Saracino al violino, Giovanni Chirico al sax baritono, Andrea Perrone alla tromba e Giuseppe Spedicato al basso tuba.

Il cammino dei popoli e le storie che questi portano con sé sono il filo rosso di questo disco che per raccontarsi si affida all’immagine della giostra, l’attrazione per bambini che viaggia di paese in paese animando le feste di piazza, tra musiche, riti, consuetudini, lingue, volti sempre differenti. L’inarrestabile roteare della giostra diviene, quindi, simbolo per eccellenza delle culture migranti, tra gioia e incontro, partenza e nostalgia.

Attorno a questi temi si sviluppano le otto tracce del disco, legate dal linguaggio ibrido della world music.

La Giostra, la title track dell’album, è un brano originale composto da Vincenzo Grasso e ispirato alla suggestione dell’incontro tra le tradizioni musicali macedone e del Sud Italia, nello spazio-tempo ideale di una festa di paese. Il brano è introdotto da un testo recitato da Maurizio Pellizzari: «È un giorno di festa, sulla cassarmonica la banda suona un dolcissimo valzer triste…».

Tutti i brani sono frutto del lavoro di rilettura di Kërkim, affidato in particolare agli arrangiamenti originali che innestano temi strumentali inediti all’interno delle melodie, mantenute fedeli alla tradizione, in un dialogo contemporaneo con il passato all’insegna della sperimentazione.

«Questo disco è il nostro modo di contribuire a un dibattito circa l’esigenza di un ripensamento da parte della cultura occidentale – dichiarano i membri del gruppo – sempre più autoreferenziale, chiusa nelle proprie barriere mentali e nelle proprie paure. Eppure, se pensiamo a società come quella sefardita spagnola, la storia ci insegna che la condivisione delle culture crea esperienze floride e progredite».







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