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Pu Sone e Pu Ballà – 100 anni di canzoni a Riccia: l’album del Gruppo Folk Giuseppe Moffa

Pu Sone e Pu Ballà - 100 anni di canzoni a Riccia: l'album del Gruppo Folk Giuseppe Moffa

 

“Pu sone e pu ballà”, un album di musica tradizionale riccese, realizzato dal gruppo folkloristico locale, con l’apporto determinante di Giuseppe “Spedino” Moffa, come arrangiatore e maestro concertatore

PU SONE E PU BALLÀ – 100 anni di canzoni a Riccia.

Pur cantato in dialetto riccese, l’album, infatti, è una raccolta di 11 canzoni. Un’opera che travalica il suo confine folclorico, pure se da lì parte, per diventare qualcosa d’altro e nuovo.

11 canzoni sorprendenti, bellissime, arrangiate travalicando i generi ma pervase da un humus unico, originalissimo.

Giuseppe Spedino Moffa e Antonello Virgilio, il presidente del Gruppo Folk “Giuseppe Moffa”, rimettono in gioco il patrimonio popolare musicale e poetico dell’area di Riccia (Campobasso) riuscendo nella non facile impresa e regalando agli appassionati di musica ed ai riccesi una ventata fresca ed originale; partendo dalla tradizione popolare più pura ancora spesso legata al fenomeno del “Folklorismo” (sempre rispettabile divulgatore di una certa tradizione) da cartolina Spedino Moffa riesce a mescolare antiche melodie e significative liriche con nuove sonorità, azzeccati arrangiamenti e soprattutto con un notevole gusto.

Giuseppe “Spedino” Moffa (chiarre, tastiere e fisarmonica), Stefano Napoli (contrabbasso), Simone Talone (percussioni) e Primiano Di Biase (pianoforte e tastiere) sono il nucleo attorno al quale hanno collaborato numerosi musicisti e cantanti che hanno saputo “colorare” i singoli brani di questo, ripeto, ottimo lavoro tra tradzione e modernità; come si dice, gli estremi si incontrano e qui l’estremo “acustico” può essere il brano “Vulantina, Vulantine” (testo di Giovanni Barrea e musica di Pierino Migogna”) con la voce di Pasquale Bozza e le acquarellature dei mandolini (Gianluigi di lauro e Antony Palermo) e la mandola di Annalisa Palermo si incontra con quello “elettrico” del sorprendente arrangiamento di “A Ricce” dal ritmo che profuma di funky (si proprio così) con il puntuale sax di Nicola Moffa e la fisa di “Spedino” Moffa ed il solo di chitarra elettrica. Ma voglio segnalare anche la ballata “’ncoppe a mòrge de pésche de faie”, composizione di Giuseppe Moffa (omonimo di “spedino” vissuto a cavallo del 1900 ed importante figura politica ma anche culturale per Riccia e dintorni) con l’intensa voce di Antonello Virgilio e l’oboe di Pasquale Franciosa dell’importante “Circolo della Zampogna di Scapoli” e l’assolutamente “chiarificatrice” del progetto del gruppo la scoppiettante “A Prevèle de nunziate”, un folk-rock “ballabile” di raro impatto.

 

 

Un Progetto artistico, voluto dall’intraprendenza di un Gruppo Folk, il “Giuseppe Moffa” di Riccia, che, sapendo guardare lontano, ne ha poi affidata la produzione artistica – in veste di Gran Maestro concertatore e arrangiatore – al talento di un altro Giuseppe Moffa. Meglio noto come Spedino. Anche lui riccese doc

Una selezione di brani che coinvolge 100 anni di tradizione canora di un borgo molisano, musicalmente molto evoluto, proposti con arrangiamenti sorprendenti e curati che fanno fare a queste canzoni, quello che le canzoni devono saper fare: farci piangere, ridere, gioire, cantare, abbracciare insieme. Tenerci uniti, insomma! Un vero antidoto ai tempi che viviamo.

Nell’esecuzione dei brani – oltre ai fidati Compari e collaboratori di sempre, come Primiano Di Biase (pianoforte e tastiere), Stefano Napoli (contrabasso e basso elettrico) e Simone Talone (percussioni), Domenico Mancini (violino), con la partecipazione dei mandolini di Ripalimosani e del “Circolo della Zampogna”di Scapoli – Spedino coinvolge innanzitutto musicisti e cantanti riccesi dello stesso Gruppo Folk che gli ha proposto e prodotto il Progetto.

Gli altri brani sono invece cantati dalle voci soliste del Gruppo Folk: Michele Testa, Luca  Fanelli e Noemi Reale, Carmen Manocchio e Giulio Notartommaso, Michele Di Criscio, Pasqualino Bozza, Giuseppe Menanno, Giovanni Moffa, Antonello Virgilio.







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