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Tazenda: il gruppo che ha portato la musica tradizionale e la lingua sarda al grande pubblico

Tazenda: il gruppo che ha portato la musica tradizionale e la lingua sarda al grande pubblico

 

All’inizio degli anni 90, i Tazenda hanno portato la musica popolare sarda al grande pubblico: nati nel 1988 su iniziativa di Gino Marielli, Gigi Camedda e Andrea Parodi, uniscono strumenti rock come la tastiera e le chitarre elettriche a quelli tradizionali della Sardegna. Cantano in italiano, ma soprattutto in lingua sarda logudorese, ben difficile da capire per chi non è dell’isola. A contraddistinguerli è la voce potente, quasi femminile, del cantante Andrea Parodi che rimane immediatamente scolpita nella memoria. Il nome Tazenda non ha origine sarda, ma arriva invece da un pianeta dei libri di fantascienza di Asimov.

 

 

Dopo il primo album eponimo, la svolta dei Tazenda è la partecipazione al Festival di Sanremo del 1991 insieme a Pierangelo Bertoli: si fanno conoscere al grande pubblico grazie al brano «Spunta la luna dal monte», trasposizione del loro pezzo «Disamparados» che il cantautore (scomparso nel 2002) riadatta per quattro voci, lasciando alcune parti in sardo e alternandole con altre in italiano. La canzone ottiene un grande successo e grandi riconoscimenti, fra cui la targa Tenco. I Tazenda pubblicano il secondo disco «Murales» che ha un buon risultato commerciale.

 

 

Nel 1992 i Tazenda tornano a Sanremo con il brano «Pitzinnos in sa gherra» (bambini in guerra) che vanta l’illustre collaborazione con Fabrizio De André: la canzone è tutta in sardo, fatta eccezione per la parte finale in italiano firmata da Faber, ed entra a far parte del terzo album «Limba». Negli anni successivi i Tazenda collezionano tante altre importanti collaborazioni, da Eros Ramazzotti ai Nomadi, da Gianni Morandi fino, più di recente, ai Modà, e si esibiscono in Italia così come all’estero.

Nel 1997 Andrea Parodi decide di abbandonare i Tazenda per dedicarsi alla carriera solista, mentre gli altri due componenti proseguono come duo. Parodi mette a segno delle collaborazioni internazionali, con Noa e con Al Di Meola, e prosegue la sua esplorazione artistica legata alla Sardegna, dirigendo documentari e producendo giovani artisti sardi. Nel 2005 ritorna con i Tazenda per un’acclamata reunion, ma l’anno successivo gli viene diagnosticato un tumore incurabile allo stomaco. L’ultimo concerto, che segna il suo addio al palcoscenico, si tiene il 22 settembre 2006. Muore il 17 ottobre dello stesso anno, all’età di 51 anni, pianto da tanti colleghi del mondo della musica e dello spettacolo, ricordato da concerti e tributi. Dal 2017, a Porto Torres, c’è un museo a lui dedicato.

La scomparsa di Andrea Parodi segna una ripartenza obbligata per i Tazenda che proseguono con un nuovo cantante, Beppe Dettori, fino al 2012. Insieme a lui pubblicano diversi album e nel 2009 tornano anche sul palco dell’Ariston come ospiti: accompagnano Marco Carta in una versione parzialmente in sardo del brano «La forza mia» che poi vince il Festival. Nel 2012, però, dopo la pubblicazione del nuovo album, Dettori lascia il gruppo citando inconciliabili divergenze artistiche.

Al suo posto, nel 2013, arriva Nicola Nite, nato e cresciuto ad Alghero, scelto attraverso una selezione online, un lungo curriculum di esperienze musicali alle spalle. I loro testi virano sempre di più verso l’italiano, scrivono insieme a Mogol e accumulano nuove collaborazioni. A inizio maggio di quest’anno, come preludio di un nuovo album, hanno pubblicato il singolo «A nos bier»: «Scritto tre anni fa, ma che sembra parlare della situazione attuale», hanno spiegato. Il ricavato delle vendite è destinato a una struttura per anziani in Sardegna che ha dovuto affrontare una situazione particolarmente difficile durante l’emergenza coronavirus.

 







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