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Ambrogio Sparagna: appello per la crisi del mondo dello spettacolo e omaggio alla sua Maranola

Ambrogio Sparagna: appello per la crisi del mondo dello spettacolo e omaggio alla sua Maranola

 

Saranno pesantissime le conseguenze che il Coronavirus provocherà al mondo dello spettacolo e, alla musica in particolare, nelle province di Latina e Frosinone. L’annullamento dei concerti, delle sagre e delle feste patronali, dopo la quarantena imposta dal mondo politico istituzionale, dal governo agli enti locali passando attraverso la Regione Lazio, non favorirà quel desidero di socialità e di aggregazione di cui la tradizionale musicale popolare è sempre stata l’essenza, pane e companatico.

Ambrogio Sparagna, figlio e nipote di chi (in maniera autodidatta) ha permesso che le celebrazioni eucaristiche nella sua Maranola avessero una colonna sonora per favorire la più ampia partecipazione popolare, a ragione, è considerato il principale esponente in Italia di quella che i musicologi definiscono la “word music”, la musica popolare nostrana. Originario appunto della frazione più importante e popolosa di Maranola, Sparagna ha avuto il merito nel corso della sua ultradecennale e poliedrica carriera di sdoganare la musica popolare ma ha deciso di non rescindere mai le sue origini culturali e musicali della sua terra, dei Monti Aurunci in particolare.

 

 

Ora Sparagna teme che la prossima possa essere un’estate “silenziosa”. Si dichiara decisamente preoccupato sui tagli e sulla perdita di posti di lavoro che, dietro le quinte, hanno permesso sinora l’organizzazione di un concerto, di una sagra, di una festa patronale. Lo denuncia in un drammatico video messaggio in cui afferma chiaramente come lo stop agli spettacoli ma anche all’organizzazione delle feste religiose, di manifestazioni folkloristiche e di intrattenimento renderanno “le nostre piazze e contrade ancora più tristi di quanto lo siano attualmente”. Questo isolamento potrebbe – a dire dell’etnomusicologo di Maranola, da oltre vent’anni alla guida dell’Orchestra italiana popolare presso l’Auditorium “Parco della Musica” di Roma – “strozzare”, quasi “reprimere” quel senso di liberazione tipico della fase successiva ad un lutto,alla perdita di una persona casra.

A Sparagna non piacciono alcune limitazioni di cui sono state fornite alcuni anticipazioni per lo svolgimento di eventi culturali e spettacolari ma “se servono per cominciare dobbiamo tutti fare uno sforzo anche se sorrido con me stesso quando immagino su come sistemare un coro di un centinaio di persone”. Sparagna ha deciso di produrre un video in cui ha immortalato alcuni scorci unici della sua Maranola per chiedere ai cittadini di rimanere a casa durante questa emergenza sanitaria ma ora il personale pensieroso lo rivolge ai quei tecnici , fonici e semplici operai che,dietro una telecamera o un mixer, hanno garantito lo svolgimento di uno spettacolo, di un concerto: “Sono rimaste senza lavoro e la cosa che mi addolora è che non sono previsti sostegni per loro. Lo stesso fondo Siae per gli autori è poca cosa”. E questo mondo, fatto di uomini e donne, non se lo può permettere.







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