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Caterina Bueno: il docufilm sulla cantante che ha riscoperto la canzone popolare

Caterina Bueno: il docufilm sulla cantante che ha riscoperto la canzone popolare

Un viaggio alle radici del folk italiano attraverso le immagini e le parole della sua più grande interprete: Caterina Bueno

 

Un panorama verde di campagna: in campo lunghissimo, un gruppo di musicisti canta e suona nel piccolo cimitero fiorentino di Arcetri. È un rituale laico tra amici: sono i compagni di strada di Caterina Bueno. Nata a Fiesole nel 1943 e morta a Firenze nel 2007, padre pittore spagnolo, madre scrittrice svizzera, la Bueno è la Caterina a cui Francesco De Gregori, chiamato nel '71 da lei per il suo primo tour come chitarrista, dedicherà in Titanic (1982) la canzone omonima.

Il film Caterina, diretto da Francesco Corsi, è distribuito da Kiné. Uscita prevista sabato 15 febbraio.

Ma già nel 1967 la RAI aveva ritratto Caterina Bueno nel documentario Caterina raccattacanzoni: i registi Francesco Bolzoni e Luciano Michetti Ricci lì ripercorsero la ricerca antropologica che lei aveva già compiuto nelle campagne toscane tra Amiata, Mugello e Casentino. Armata di un registratore, Bueno andava nelle case a raccogliere con paziente curiosità i canti dei contadini. Una miniera di temi non solo amorosi ma anche politici, tra povertà, immigrazione, lotta di classe: nello scrigno dei suoi rinvenimenti anche un motivo che farà da base a "Ho visto un re" di Dario Fo, con cui collaborò per lo spettacolo "Ci ragiono e canto" (1966), nato dalle ricognizioni nel folk dell'Istituto Ernesto De Martino. "Maremma amara" (poi ripreso da Amalia Rodrigues, Nada, Gianna Nannini), qui adeguatamente posto a conclusione del racconto, è stato tra i brani più noti del suo repertorio.







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