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Francesca Incudine vince il premio "L'artista che non c'era". L'intervista.

La cantante di Enna Francesca Incudine su Musica Popolare Italiana

Oggi intervistiamo Francesca Incudine, siciliana di 27 anni, cantautrice di Enna e vincitrice del premio “L’artista che non c’era”, concorso musicale organizzato dalla rivista “L’Isola della Musica Italiana”.

Sono stati i suoi brani “Curri” e “Cori stunatu” a far salire la giovane cantautrice ennese sul gradino più alto del concorso: a lei è andata anche la targa speciale “Muovi la musica”.

Francesca si appassiona all’età di 13 anni ai tamburi a cornice, da allora racconta la sua terra attraverso la musica. Noi l’abbiamo incontrata, in tutta la sua semplicità.

 

Come nascono i brani “Curri” e “Cori Stunatu”

"Curri" nasce da una promessa. Una promessa, fatta ad un amico, e fatta a me stessa; quella di continuare a correre dietro ai propri sogni, rimanendo fedeli a se stessi e alla musica, continuando a suonare e a cantare un messaggio, un messaggio di gioia, di rivalsa,  di solidarietà e di condivisione. Il ritornello canta così: "curri senza scantu, curri senza abbentu, curri ammenzu a genti, curri senza nenti, curri e ancora sona, curri cu la luna, curri appressu a mia, ca iu curru cu tia..".

"Cori Stunatu" è una serenata dolcissima fatta al contrario, da una donna ad un uomo, una "musicante" che si perde nel suono delle sue parole e negli occhi del suo amato; una vera e propria "canzuni d'amuri" con tutti i connotati metrici della poetica siciliana. Un brano che mi emoziona nel cantarlo e che rapisce sempre il pubblico che lo ascolta.

 

Sei un artista molto giovane, come nasce la passione per la musica popolare?

La passione per la musica popolare nasce all'età di 13 anni, quando per la prima volta misi mani alla pelle del tamburo e sentii tutta la memoria, la fatica, l'orgoglio, la bellezza di un popolo, dei popoli. Per me la musica popolare non è "musica antica", ma quella fruita e sentita da un popolo, per cui, così vista, tutta la musica può essere musica popolare.

 

Quali contaminazioni ha la tua musica? Da dove nascono i testi delle tue canzoni?

Ogni musica è "contaminata"; quella che nasce dalla mia terra, forse, lo è ancora di più, dal momento che la Sicilia è sempre stata terra di contaminazione, e in questo, secondo me, trova la sua identità; o meglio, io trovo maggiormente la mia "sicilitudine" e la mia identità nel continuo scambio e confronto con l'altro, con la cultura altra. Per cui è facile sentire nella mia musica delle influenze irlandesi, mediorientali, ma anche pop.

I testi delle canzoni nascono spesso da un sentire del mondo interiore che dialoga col circostante, interrogandosi, indignandosi, mettendosi continuamente in discussione; sono spesso moti dell'anima, sensi dell'anima i miei testi, ma anche sguardi di giovane donna pronta ad affacciarsi sul mondo.

 

La Sicilia in una frase?

La Sicilia in una frase..."amara e bella..."

 



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