La "Scuola degli antichi mestieri e delle tradizioni popolari messinesi" ora è realtà

Si è presentato suonando la zampogna il sindaco Cateno De Luca alla conferenza stampa in cui è stato illustrato il progetto della “Scuola degli antichi mestieri e delle tradizioni popolari messinesi”.
"Il Comune di Messina – ha dichiarato il sindaco De Luca – si prefigge di promuovere e attualizzare al meglio le tradizioni e gli antichi mestieri marinari, artigianali e rurali, al fine di tramandare quel patrimonio di conoscenze e culture che rappresentano le radici della nostra identità e possono costituire un volano di promozione e di aggregazione con sicuri sbocchi occupazionali. L’Amministrazione comunale avvia pertanto un percorso di costituzione di una scuola degli antichi mestieri e delle tradizioni popolari messinesi per perseguire la conoscenza storico-critica del patrimonio culturale e l’esperienza diretta delle sue espressioni, la valorizzazione delle tradizioni popolari profondamente radicate nel territorio, lo studio e l’apprendimento degli antichi mestieri e delle relative tecniche, l’integrazione delle tecniche tradizionali con le nuove tecnologie digitali e multimediali. Tali finalità potranno essere perseguite anche attraverso la collaborazione con enti, istituzioni, aziende e organizzazioni del terzo settore che operano in tali campi. Il concetto di scuola degli antichi mestieri, già presente a Torino, San Marino e in altre località, è stato introdotto per la prima volta grazie ad un mio emendamento presentato all’interno della legge di stabilità. Il primo finanziamento di 80mila euro consentirà di avviare una strategia di divulgazione e sensibilizzazione delle nostre radici e della nostra identità”.
“In sede di avvio delle attività per l’anno 2018, la scuola promuove un progetto formativo articolato su percorsi di conoscenza del patrimonio culturale delle arti e delle tradizioni popolari e degli antichi mestieri messinesi, attraverso la ricerca, lo studio e la valorizzazione; percorsi di ricerca, studio e sperimentazione in living labs per l’introduzione di tecniche e tecnologie innovative che reinterpretino e innovino rispetto alla tradizione locale attraverso, ad esempio, fablab, stampa e modellazione 3D, strumenti multimediali; percorsi laboratoriali e didattici dedicati allo studio delle evidenze e delle testimonianze storiche, artistiche e culturali legate alle arti e alle tradizioni popolari e agli antichi mestieri, anche mediante visite guidate e momenti divulgativi presso musei, esposizioni permanenti, laboratori e officine. Le 14 aree tematiche sono tecniche agrarie (coltivazione del grano, dell’ulivo e della vite); produzione agroalimentare (pasticceria, panificazione, produzione dell’olio e del vino, conserve e sott’oli); tecniche di lavorazione del legno; del cuoio; del ferro; della pietra; strumenti, canti e tradizioni musicali; antichi mestieri del mare; opera dei pupi; tradizioni religiose; nuove forme di artigianato (modellazione 3D, artigianato digitale, laser cutting); recupero di materiali antichi con tecniche moderne e innovazioni di design; ricamo e cucito; e oreficeria. Per ciascuna tematica verrà predisposto un percorso formativo comprendente attività seminariale, attività laboratoriale, visita di musei ed esposizioni permanenti di strumenti e tecniche tradizionali, visita di laboratori e officine con il coinvolgimento di esperti, che verranno selezionati a seguito di avviso pubblico. In particolare, per ciò che riguarda le nuove forme di artigianato (modellazione 3D, creazioni digitali, laser cutting) e il recupero di materiali antichi con tecniche moderne e innovazioni di design, specie nel settore dell’arredamento, ma più in generale per tutti i settori artigianali, verranno realizzati percorsi di ricerca, studio e sperimentazioni in living labs per l’introduzione di tecniche e tecnologie innovative che reinterpretino e innovino rispetto alla tradizione locale”.
[themoneytizer id="16721-28"]
[social_share_button]





