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Il Gargano e la sua Orchestra, il progetto di Benito Ripoli

Il fascino del Gargano, di quel “monte” baciato dal sole, non smette mai di affascinarci. Parlare della sua morfologia e della sua storia, del suo folklore e della sua cultura, dell’importanza che ha avuto, che ha e avrà nei millenni, è un ritornello che non ridonda, ma accerchia nuove generazioni. Un ritornello che piace a tutti e che ricorda suoni ancestrali rimodulati nel contemporaneo. Suoni che piacevolmente sono oggi riprodotti sapientemente da chi vive sulla Montagna del Sole. Tanti sono i gruppi, alcuni costituite in associazioni culturali e di promozione sociale, anche onlus, che riprendono le tradizioni sonore del Gargano, proponendole a tutti. Monte Sant’Angelo è un esempio che con i suoi gruppi storici di cantori popolari (Cantori di Monte Sant’Angelo, del Gruppo Folkloristico La Pacchianella, le melodie di Michele Mangano detto il Cantore Mediterraneo, e altri) è stato uno dei primi centri garganici a valorizzare quest’arte. Un’arte conosciuta nel mondo e diversificata nei suoni e nel folklore, anche con danze, dai Cantori di Carpino.

Gargano è anche entroterra di una Montagna tanto generosa quanto avara con chi la maltratta che ha sempre avuto la capacità di reinventarsi il suo destino. A San Giovanni Rotondo, famosa per il Frate con le Stimmate, Padre Pio, ora Santo, diverrà centro, l’ulteriore perché ogni paese ha la sua importante particolarità, della musica garganica. Il progetto che Benito Ripoli, Presidente della Federazione italiana tradizioni popolari, si è proposto di portare avanti è ambizioso. Difatti con lui nasce l’Orchestra del Gargano con l’intento di raggruppare tutti i cantori e musicisti di musica e suoni popolari, anche quelli che non fanno parte dei gruppi di musica popolare, ma intendono proseguire ciò che artisticamente hanno amato più di tutto.

«Il Gargano e la sua cultura – ha commentato Benito Ripoli – avevano da tempo bisogno di un progetto congiunto capace di mettere ano stesso tavolo artisti e ricercatori divisi da inutili contrapposizioni a volte anche di natura scientifica. L’Orchestra sarà un punto d’incontro, un nuovo modo di concepire lo studio d’assieme attorno agli elementi cardine di questo movimento. L’Orchestra del Gargano- conclude Ripoli- si propone questi obiettivi e lo farà grazie all’apporto di tutti quegli operatori culturali che rappresenta». Come detto il progetto è ambizioso e altresì non nasconde i soliti, anche giuste se alterano le peculiarità artistiche autoctone, dissapori tra cantori. Certo, la finalità è nobilissima e importante per il territorio e la sua storia. C’è anche da porre in evidenza che se si vuol bene al Gargano tutti sapranno far bene il lavoro pianificato per ottenere il meglio dalla canzone popolare. E giacché sappiamo che chi è stato ed è protagonista in quest’arte, riferendoci a tutti quelli elencati, saprà conferire il meglio di se, mettendosi a disposizione del progetto pur mantenendo la tipicità e l’autonomia conquistata nel tempo con sacrifici, conferita dal popolo, non solo garganico, bensì mondiale.



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