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Giorno del Ricordo 2015: un Musical Civile per non dimenticare

Oggi si onora il Giorno del ricordo, la solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio.

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E' stata istituita nel 2004 per commemorare le vittime dei massacri delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata, gli "infoibati" e le altre vittime delle persecuzioni, dei massacri e delle deportazioni occorse in Istria, in Dalmazia o nelle province dell'attuale confine orientale, durante l'ultima fase della seconda guerra mondiale e negli anni immediatamente successivi.

Una solennità sulla cui istituzione non sono mancate polemiche anche aspre da una parte e strumentalizzazioni nella gestione dall'altra.

Noi riteniamo che il modo migliore di onorare le centinaia di migliaia di persone coinvolte in queste tragedie sia quello di non dimenticare, di non coltivare una memoria parcellizzata e frantumata, ma di guardare ai fatti, anche ai più duri della storia, come monito per il futuro. Ciò tanto più in un momento in cui nuove barbarie insidiano il mondo intero e rischiano di portarci a pericolose regressioni civili ed umane.

giornodelricordo2015In questo senso ricordiamo le parole di due grandi Presidenti della Repubblica.

Carlo Azeglio Ciampi  che durante le celebrazioni del 2006 dichiarò: «L'Italia non può e non vuole dimenticare: non perché ci anima il risentimento, ma perché vogliamo che le tragedie del passato non si ripetano in futuro».

L'anno successivo Giorgio Napolitano attribuì l'origine delle foibe ad «...un moto di odio e furia sanguinaria e un disegno annessionistico slavo che prevalse innanzitutto nel trattato di pace del 1947, e che assunse i sinistri contorni di una pulizia etnica» e sostenne che «La disumana ferocia delle foibe fu una delle barbarie del secolo scorso, in cui si intrecciarono in Europa cultura e barbarie»; di qui la necessità di «consolidare i lineamenti di civiltà, di pace, di libertà, di tolleranza, di solidarietà della nuova Europa che stiamo costruendo da oltre 50 anni, e che è nata dal rifiuto dei nazionalismi aggressivi e oppressivi, da quello espresso nella guerra fascista a quello espresso nell'ondata di terrore jugoslavo in Venezia Giulia. La nuova Europa esclude naturalmente anche ogni revanchismo».

Musica Popolare Italiana intende onorare questa data proponendo un video dello spettacolo Magazzino 18 di Simone Cristicchi, al quale abbiamo dedicato nei mesi scorsi un post su questo blog.

http://youtu.be/o7tTx5uOvlY

Lo spettacolo andrà in onda oggi su RAI 5.

 



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