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Musica PopoIare ltaIiana

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La canzone milanese: Ma Mi

Oggi il nostro focus on è tutto dedicato ad un canto tipico della musica popolare italiana e alla canzone milanese e lombarda. La canzone milanese e lombarda ha una sua storia ben definita, che tiene conto dell’intera regione, delle città, dei piccoli paesi e delle campagne. Secondo i ricercatori e gli storici della musica, possiamo parlare di canzone milanese popolare e distinguerla da quella lombarda, tranne qualche eccezione, nel Novecento.

Da sempre venivano cantanti brani musicali provenienti da ogni paese e da ogni campagna della Regione simili non tanto a canzoni quanto a filastrocche e cantilene, tutte rigorosamente in dialetto locale. Diverso e distinto è il caso dei canti politici e di lotta, i canti della mala e i canti da osteria, diffusi da sempre sia autonomamente sia come integrazione con motivi provenienti da fuori città. Canti milanesi doc.

Tre sono i periodi storici più rilevanti per quanto riguarda la canzone dialettale: il repertorio di canzoni anonime in milanese dell'Ottocento e della prima metà del Novecento. Tutte tramandate oralmente (La bella Gigogin, l feroce monarchico Bava, El pover Luisìn…). Canti politici, di guerra, di emigrazione, di amore. Canti dei lavoratori come quelli delle filandere “La nostra società” e quelli delle mondine “Sciur padrun”.

Poi troviamo il repertorio degli anni 30/40 firmato Bracchi-D'Anzi: Nostalgia de Milan, Lassa pur ch'el mond el disa, Duard...fà nò el bauscia, El barbisin, Mariolina de Porta Romana, La man morta, Casetta mia, e molte altre ancora. I testi di questi brani sono in dialetto, le melodie a volte seguono i ritmi della tradizione come le mazurche, altre volte seguono ritmi contemporanei come il tango e lo slow; il tono può essere intimistico o scherzoso, ma il vero sentimento che esprimono è l'orgoglio municipale meneghino.

Altro filone fondamentale è quello del cabaret degli anni ’60, attraverso cui si sono formati molti dei talenti e delle eccellenze di questo paese.

Oggi presentiamo Ma mi, una canzone scritta da Giorgio Strehler, dopo la sua personalissima esperienza della Seconda Guerra Mondiale, prima come elemento dell’esercito e poi come rifugiato in Svizzera. Ma mi è un canto scritto in dialetto milanese. Racconta con le sue parole lo stato di prigionia di un partigiano nel carcere di San Vittore e la sua decisa Resistenza.

«Ma mi, ma mi, ma mi, / quaranta dì, quaranta nott / a San Vittor a ciapaa i bott... / Sont saraa in ‘sta ratera / piena de nebbia, de frecc e de scurr / sott’ a ’sti mur passen i tramm / fracas e vita del me Milan... / Sbattuu de su, sbattuu de giò: / mi sont de quei che parlen no! ... mi parli no!».

A interpretare per la prima volta questa canzone nel 1959 fu chiamata una giovanissima allieva del maestro Strehler: Ornella Vanoni. La Vanoni da subito prese il nome de “la cantante della mala” . Nel suo repertorio d’esordio troviamo tutta la bruma accidiosa che caratterizzerà tante canzoni milanesi, o d’ispirazione milanese firmate da Dario Fo ed Enzo Jannacci. Jannacci inciderà, non casualmente, «Ma Mi» in La Milano all’interno del suo terzo LP del 1964.

In attesa di un nuovo approfondimento sui canti milanesi e lombardi vi auguriamo un buon ascolto

http://youtu.be/z8ws4g1aCjU



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