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La musica popolare nell’antica Roma, sottofondo per spettacoli e ludi

La musica popolare nell'antica Roma, sottofondo per spettacoli e ludi

Fortemente influenzata dall'esperienza artistica dei Greci, una popolazione che tanto ha trasmesso ai suoi "discendenti" storici, ma anche dalle esperienze etrusche e italiche, la musica nell'antica Roma è stata un elemento di grande importanza, sia a livello popolare che tra i ceti più colti. Con un posto di rilievo nella vita pubblica e durante gli eventi mondani, la musica assunse infatti con gli anni un ruolo sempre più importante, tanto da trasformarsi in una vera e propria passione per cittadini di ogni età e ceto sociale.

 

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Suonata con strumenti più grandi e potenti rispetto a quelli utilizzati dai Greci, in particolare percussioni, strumenti a fiato e a corda, la musica romana nacque per lo più per allietare il popolo, ma in breve tempo si emancipò ad arte a uso e consumo dei ceti più elevati, che ne fecero un passatempo colto e riconosciuto per la sua valenza nella società del tempo.

Photo by Mikimoss, Public Domain

Fu proprio la conquista delle ex colonie greche a far crescere l'importanza della musica nella società romana: la presenza sempre più forte di musicisti e cantanti provenienti dalla Grecia, ma anche da altre aree come Siria ed Egitto portò infatti nell'impero un rinnovato interesse verso quest'arte fino ad allora relegata a spettacolo per i ceti più bassi. Le famiglie patrizie, affascinati da questo mondo in parte sconosciuto, iniziarono a ospitare nelle proprie ville i musicisti più abili, sia per allietare le proprie giornate e gli eventi mondani, che per imparare loro stessi l'arte di suonare uno strumento.

Così come già era accaduto per i giochi come i dadi e le corse di carri, che finirono per appassionare anche i più potenti, da Augusto a Caligola, fino a Nerone, anche la corte imperiale finì per interessarsi al fenomeno musicale, trasformandolo in un'attività sempre più amata e rispettata a tutti i livelli. Si narra, per esempio, di come Nerone si dedicasse a questa passione seguendo le lezioni del citaredo greco Terpno, fino ad arrivare all'istituzione di vere e proprie gare musicali che da lui presero il nome (Neronia).

Anche Adriano, Eliogabalo, Commodo, solo per citare alcuni nomi di spicco, furono rapiti da questa nuova passione, che ormai aveva colpito gran parte della società romana. In un contesto di questo tipo, fu inevitabile l'ascesa sociale degli stessi musicisti, che pian piano assunsero un ruolo primario con compensi piuttosto elevati per il tempo, sia per quanto riguarda l'esecuzione durante spettacoli e feste che come insegnanti.

Photo by www.livius.org, Public Domain 

La musica finì dunque per diventare un elemento imprescindibile nella vita quotidiana degli antichi Romani, un sottofondo immancabile nelle principali occasioni. Dagli spettacoli teatrali, di danza e di poesia ai ludi gladiatori, fino alle cerimonie di stampo religioso, qualsiasi evento prevedeva la partecipazione di musicisti pronti ad allietare il pubblico per l'intero evento. Persino durante le feste private, i banchetti e i funerali, gli organizzatori non intendevano rinunciare ad accaparrarsi la presenza dei musicisti più capaci.

Spesso accompagnata da spettacoli di danza, altra arte sempre più in voga tra gli antichi Romani, la musica veniva suonata con diverse tipologie di strumenti. Tra i più utilizzati vi erano, per esempio, la lira, uno strumento musicale simile all'arpa caratterizzato dalla presenza di corde in numero variabile e da una struttura in legno o in guscio di tartaruga, e la cetra, una sorta di evoluzione della lira, più grande e suonata con il plettro.

Non mancavano poi strumenti a fiato e a percussione: tra i primi è possibile ricordare il corno, la tuba e la tibia, quest'ultima associabile agli odierni flauto e clarinetto, mentre per quanto riguarda l'accompagnamento si ricorreva a percussioni come il sistrum, un sonaglio composto da anelli infilati all'interno dei buchi di un telaio metallico, i cymbali, dischi metallici con centri concavi e bordi girati, che venivano fatti sbattere l'uno contro l'altro, e lo scabellum.

L'utilizzo in combinazione dei vari strumenti consentiva di ottenere sonorità variegate, più allegre in occasione degli spettacoli popolari o solenni in caso di riti funebri e rituali sacri.





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