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Terra Matta: dalla Sicilia alle Marche Andrea Pulcini canta Rosa Balistreri

Terra Matta: dalla Sicilia alle Marche Andrea Pulcini canta Rosa Balistreri

 

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Andrea Pulcini aka Persian Pelican ha passato una settimana in una yurta nelle Marche colpite dal sisma del 2016 per registrare il suo personale e sentito omaggio a una donna che ammira da sempre, la siciliana Rosa Balistreri, cantrice di un'altra "terra matta" e di un'altra epoca che però non sono poi così lontane dalle nostre.

 

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"Il canto popolare è un’espressione profondamente radicata al territorio, poiché custodisce le tradizioni e l’identità di una comunità. Attraverso di esso si può comprendere il nostro passato, le condizioni sociali dei nostri antenati e i loro bisogni legati all’amore, al lavoro ed alle relazioni sociali"

Da qui nasce TERRA MATTA, una riscrittura sonora riguardante canzoni di Rosa Balistreri realizzata da Persian Pelican, progetto del musicista marchigiano Andrea Pulcini. Il lavoro è il risultato di un bando ideato da 10 HeartZ che consisteva in una residenza musicale nei territori marchigiani colpiti dal sisma dell’agosto 2016. L’EP è stato concepito e registrato all’interno di una yurta dell’Azienda Agricola Scolastici di Macereto (MC) con la collaborazione di Paola Mirabella (voce, percussioni) e Roberto Colella (tecnico del suono).

In Italia poche voci come quella della cuntastorie e cantastorie siciliana hanno saputo incarnare in modo autentico la ricchezza di una terra, le sofferenze di un popolo, i soprusi dei potenti, i rapporti tra mafia e politica, la condizione subalterna delle donne. Secondo il poeta Ignazio Buttitta “il suo canto strozzato, drammatico, angosciato, pareva uscisse dalla terra arsa di Sicilia, perché Rosa Balistreri è un personaggio favoloso, direi un dramma, un romanzo, un film senza volto”.
Rosa cantava in dialetto, recuperando testi antichi o appartenenti alla tradizione orale. La potenza autentica della sua opera era tale che nel corso degli anni la sua musica è uscita fuori dai confini regionali per rendersi patrimonio della musica mondiale.

TERRA MATTA non è un’opera commemorativa, ma un dialogo a distanza tra mondi diversi, ma non per questo lontanissimi. Fin dagli inizi del suo percorso Persian Pelican, si è interessato al folk, sfilacciando e ricomponendo a livello musicale e strutturale la grammatica della forma canzone tradizionale. I titoli selezionati sono stati Avò, Terra ca nun senti, I Pirati a Palermu, Ti vogliu beni assai, La Sicilia havi un patruni e Quannu moru. La scelta non è stata casuale, poiché in ognuna di essi c’è più di un parallelo con la situazione dei territori coinvolti dal sisma. Si va dall’amore per la propria terra, al dolore di doverla lasciare, alle ombre sul tema della ricostruzione.

TERRA MATTA vuole donare nuova linfa alla tradizione del canto popolare senza campanilismi di sorta e continuare a far vivere il canto e la voce di Rosa, poiché come lei stessa cantava “quannu io moru cantati li me canti, un li scordati cantatili pi l’antri”.

“Quannu moru”, è il pezzo che ha dato un po' l'incipit a questo EP. È una delle ultime canzoni che Rosa ha registrato, ed è considerata un po' il suo testamento artistico. Se ascolti l'originale sentirai una voce profondissima, quasi una litania funebre: all'interno c'è una strofa che dice “quando io muoio cantate i miei canti, non li scordate, cantateli per gli altri”, quindi sento di aver raccolto l'invito di questo testamento. L'ho fatta mia e ho rifatto la mia personale versione di Rosa. Recentemente sono andato al cimitero di Firenze dove lei riposa e le ho portato una rosa rossa, che è un'altra cosa che dice la canzone, e gliel'abbiamo fatta ascoltare. Speriamo le sia piaciuta.





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