Dalla marcetta popolare agli spaghetti western: i brani di Morricone rimasti nella cultura popolare
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Nel 2010 l’Oscar alla carriera. Qualche anno dopo una nuova statuetta questa volta per la colonna sonora del film “The Hateful Eight” diretto da Quentin Tarantino. E poi le collaborazioni con Sergio Leone (Trilogia del dollaro), Giuseppe Tornatore (“La leggenda del pianista sull’Oceano”), Roland Joffé (“Mission”), Carlo Verdone (“Bianco, rosso e Verdone”) e tanti altri.
Ennio Morricone più di ogni altro compositore del nostro Paese ha contribuito con la sua musica a creare brani entrati a far parte della cultura popolare italiana. Le grandi colonne sonore da lui realizzate sono rimaste impresse nella nostra memoria. Basta accennarne qualche nota per ricordare i celebri film che di quelle musiche sono diventate immagini e azione.
Nel 1964 esce nelle sale “Per un pugno di dollari”. È l’inizio della collaborazione tra Sergio Leone e Morricone. Il primo duello tra un ironico Clint Eastwood e un gruppo di scalcagnati cowboy è accompagnato dalla perfetta colonna sonora del maestro. Parla del suo mulo Clint e di come i cowboy l’abbiano fatto irrimediabilmente arrabbiare. Loro ridono, Clint un po’ meno. E tutto si risolve in un istante. Ovviamente lo sceriffo arriva troppo tardi, Clint è sempre il più veloce del West e se ne va così come è arrivato, sulle note di Morricone.
“Per qualche dollaro in più” è del 1965 e ancora una volta della colonna sonora si occupa Morricone. È una storia di pistoleri e cacciatori di taglie, di evasioni e partite di poker in affollati e rumorosi saloon. E una volta ancora ogni duello è preceduto dalle musiche del maestro, capace di sottolineare la tensione drammatica dei momenti più intensi. Come quando Clint sfida il rosso ad una partita di five card draw, la classica variante del poker che si gioca con cinque carte. Per vincere bisogna realizzare la mano migliore composta da cinque carte e ovviamente la vittoria andrà al pistolero dagli occhi di ghiaccio, mentre lo sconfitto perderà molto di più di una semplice partita a poker.
Ne “Il buono, il brutto e il cattivo” che nel 1966 concluderà la Trilogia del dollaro la presenza evocativa delle musiche di Morricone si percepisce fin dai titoli di testa. È la firma inequivocabile del maestro, le cui musiche entreranno con questo film nella cultura popolare italiana. Scene epiche accompagnate da una colonna sonora indimenticabile. Come quando il Biondo salva Tuco un attimo prima che la botola si spalanchi sotto i suoi piedi. Oppure nel finale che mette in scena un indimenticabile stallo alla messicana tra il Biondo, Sentenza e Tuco con le musiche evocative di Morricone.
E poi ci sono i temi diventati colonne sonore perfette per un viaggio in auto, come quelli celebri realizzati da Morricone per il film del 1981 diretto da Carlo Verdone: “Bianco, rosso e Verdone”. Per i più sarà passata inosservata la partecipazione del maestro alla colonna sonora del film, ma è proprio Morricone ad aver creato quella Marcetta popolare poi diventata famosa in tutto il Paese. L’accompagnamento perfetto per un viaggio attraverso personaggi disillusi, grotteschi, comici e disincantati di un’Italia ormai perduta.
L’essenzialità e l’apparente semplicità di questi temi musicali ha rappresentato per molto tempo il tratto distintivo di Ennio Morricone. Così come nelle musiche realizzate per “Un cittadino al di sopra di ogni sospetto”, il film diretto da Elio Petri con Gian Maria Volonté e Florinda Bolkan nel ruolo di protagonisti. Il celebre tema principale con la sua ossessiva e inquietante circolarità sottolinea al meglio le atmosfere del film. E per quanto la pellicola possa essere stata dimenticata, quella musica è rimasta la firma indimenticabile del genio di Morricone.
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