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Musica PopoIare ltaIiana

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Aquai è il terzo lavoro dei Domo Emigrantes

Aquai è il terzo lavoro dei Domo Emigrantes

 

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“Musica mediterranea”, come molte etichette di questo tipo, vuol dire tutto o niente. Eppure, in questo caso, è facile riconoscere uno sguardo musicale informato e attento su quella che è ormai una tradizione, un genere musicale con sue convenzioni e punti fermi. La “musica mediterranea” così intesa, più che alludere a una qualche provenienza geografica specifica, è allora quella musica fatta di bouzouki e strumenti a corde doppie, percussioni tipo darbouka e djembé, cantata in più lingue, con arrangiamenti raffinati e spesso “prog”, che poco hanno a che fare con le ipotetiche origini filologiche di questo o di quello strumento popolare.

Un identikit che descrive infiniti dischi, da Creuza de Mä a Làntias di Elena Ledda a – appunto – questo Aquai, terzo lavoro dei Domo Emigrantes dopo l’esordio omonimo del 2011 e Kolymbetra del 2015. Aquai, appunto, non si inventa niente: ma rassicura che si possa ancora fare musica su questa linea che sia fresca, originale, ben suonata, ben prodotta e ben suonata da bravi musicisti. A volte – se una critica si può muovere ai Domo Emigrantes – persino troppo suonata: le 9 tracce di Aquai filano via tra continui cambi di atmosfera e di tempo, tra incastri ritmici che rivelano una grande padronanza tecnica e delle ottime idee compositive… con i sei musicisti dei Domo Emigrantes che a volte, qui e là, buttano sul tavolo delle perle che poi si smarriscono senza più riapparire.





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