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Notte della Taranta: gli ospiti internazionali alle prese con Kalinifta

Notte della Taranta: gli ospiti internazionali alle prese con Kalinifta

Il conto alla rovescia per la 20esima edizione de La Notte della Taranta è oramai iniziato. Nella sala prove di Zollino, gli ospiti internazionali del Concertone, in programma sabato sera a Melpignano, hanno incontrato i musicisti dell’orchestra popolare e il maestro concertatore, Raphael Gualazzi, per provare il brano che tradizionalmente chiude la manifestazione, Kalinifta.

 

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Gregory Porter, Suzanne Vega, Tim Ries, Yael Deckelbaum, Gerry Leonard, Pedrito Martinez sono, ciascuno per proprio conto, anche alle prese con l’interpretazione di brani della tradizione e pare che l’esperienza li stia appassionando.

È quanto farà Gregory Porter con Quannu te llai la facce la matina: “Sto cercando di portare qualcosa di mio a un pezzo che è già fantastico: mi piace l'idea di avere l'opportunità di cantare una musica così antica. Quando ci si approccia a una musica che è già un'opera d'arte è come cantare Frank Sinatra, bisogna solo cercare di non rovinare la bellezza del brano, di farla risaltare.”

Per Tim Ries la sensazione di un déjà vu: “Venendo qui ho avuto una sensazione di familiarità, sono entrato in questa sala prove ed è stato subito così, nonostante abbia incontrato questi artisti per la prima volta. Quando abbiamo iniziato a suonare ho avuto la sensazione di conoscerli da sempre. Per me essere qui è molto naturale anche perché io sono cresciuto in una famiglia di musicisti, mio padre suonava la tromba in una band multiculturale e essere qui mi riporta a quando ero bambino. La vera forza di questa musica è la melodia, perché non appena senti una canzone non riesci più a togliertela dalla testa. Anche il ritmo: in queste musiche si sentono tutti i colori del Mediterraneo, dall'Italia al Nord Africa".

Suzanne Vega porterà sul palco di Melpignano, tra le altre, la sua canzone Luka in una versione inedita: “ Ci sarà il folklore salentino in questo brano. Sto ascoltando tantissimo, per interpretare al meglio, la maggiore difficoltà sta nell’eseguire queste variazioni vocali tipiche della musica tradizionale salentina. E questo sarà molto importante per riuscire a trasmettere emozioni. Sono molto a mio agio, comunque qui. Vengo da una famiglia multiculturale e cantare nella vostra lingua mi riporta alla mia infanzia: mio padre era di origine spagnola e mi ha insegnato anche alcune parole in italiano. Sarà una bella sfida.”

Yael Deckelbaum canterà La preghiera delle madri: “Credo nel potere della musica, nel potere di cambiare il mondo, ecco perché questa manifestazione è molto importante. Grazie infatti alle persone che vengono qui e che si uniscono dinanzi al potere e alla libertà della musica, possiamo condividere insieme questo messaggio fondamentale e promuovere tutti un movimento formato da 25 mila donne attiviste per la pace, composto da arabi, musulmani, cristiani, ebrei, persone di estrazioni politiche diverse, madri che fanno tutto quello che è nel loro potere per far finire questa guerra.”

Per Pedrito Martinez “è stato fantastico suonare il tamburello, sto cercando infatti di imparare a suonare strumenti che arrivano da culture diverse anche se il mio background è popolare, arrivo da L'Havana. Ci sono tante analogie tra la mia musica e quella che sto sperimentando qui in questi giorni: il ritmo è fantastico, ci sono molti punti in comune. E per me è meraviglioso suonare con questi musicisti. Non avrei mai pensato di cantare in grico. Sto ancora studiando per imparare testi e melodie alla perfezione, ma vi assicuro che è bellissimo.”

La chiosa è di Gerry Leonard: “Penso che le tradizioni vadano sempre preservate e che ci sia sempre da imparare dalle tradizioni. E quando i musicisti che arrivano da generi e background diversi si trovano a collaborare nasce sempre qualcosa di speciale, ognuno ha qualcosa da imparare”.

 



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