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Nantiscia, album d’esordio firmato Black Tarantella

Nantiscia, album d'esordio firmato Black Tarantella

È uscito ad Aprile, per l’etichetta Black Tarantella e la produzione artistica di Andrea Aragosa, “Nantiscia” opera prima del gruppo omonimo, Nantiscia appunto.
Il disco contiene nove brani che si rifanno alla “world music” dove l’attenzione ai testi è accompagnata da atmosfere ricercate, mai banali ma non fini a se stesse, lasciando ampio spazio ad armonie facilmente cantabili.

Il filo che unisce i vari pezzi è rappresentato dalla “strada”: Nantiscia è l’anagramma della parola Sannita ovvero della strada Sannitica (voluta da Carlo III di Borbone per collegare Termoli a Napoli) sulla quale idealmente tutti i membri del gruppo si trovano e che percorrono realmente durante il loro quotidiano. La strada è anche viaggio, storia, incontro di culture, emozioni e quindi è anche “contaminazione”.

Si parte quindi dalle radici comuni (“N’trezziannno culure” dedicata a S. Leucio, “Addo’ so ghiut” rivisitazione di un brano tradizionale di Castel Morrone unita ad una tarantella del Gargano) per poi immergersi nel mondo femminile (“Lu santo Piscatore” rielaborazione musicale di un racconto tratto da “Donne che corrono con i lupi” di Clarissa Pinkola Estés , “Concetta abballa”, “N’è ora” e “Sta felicità” che è, simbolicamente, il manifesto del gruppo) e quindi spaziare nella contaminazione con “Celtinando” (fortemente influenzato da ritmi irlandesi), “De toute les choses” (che ricorda la musica popolare francese) e “Sciummo sciummo” (con chiari riferimenti alla cultura medio-orientale).

La contaminazione si è spinta anche nell’introdurre, in molti brani, uno strumento quanto mai lontano dalla tradizione, ovvero la pedal steel, che ha alleggerito, con toni sommessi e sognanti, alcuni dei brani, mentre ha dato forza, vigore e sonorità orientaleggianti ad altri. Dopo il successo di pubblico alla rassegna “Magie Vocali” 2016 (sold out nella serata del 22 Gennaio), la partecipazione per due anni consecutivi al Festival Internazionale della musica Etnica di Summonte (2015 e 2016) e la partecipazione ad altri festival, il gruppo ha deciso di fissare in questo progetto i primi brani del percorso che, al momento, si è già arricchito di nuove idee.

La line-up del gruppo vede musicisti storici e affermati quali Ferdinando Ghidelli (pedal steel e chitarre), Annalisa Messina (voce), Peppe Vertaldi (batteria) affiancati dal “duo familiare” di Donato Tartaglione (contrabasso) e del talentuoso figlio Ubaldo (Chitarre e mandolino). Importanti anche le partecipazioni di Almerigo Pota (flicorno), Mario Ciro Sorrentino (flauti e ciaramella), Mimmo Leone (percussioni) e Annarita Tartaglione (tamburi a cornice). Un ringraziamento particolare unito al ricordo affettuoso va a Fausto Mesolella il quale, non solo, è autore del testo di uno dei brani, ma ha anche partecipato alla registrazione di molti brani nei quali ha suonato il basso.

 



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