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Da che parte stai? Viaggio attraverso gli Stati Uniti tra storia e canzoni

Da che parte stai? Viaggio attraverso gli Stati Uniti tra storia e canzoni

Un racconto degli Stati Uniti d'America attraverso le canzoni popolari che ne hanno scandito e accompagnato lo sviluppo. Un lungo percorso che parte dalle prime comunità approdate nel Nuovo Mondo fino agli ultimi passaggi della storia americana. Il tutto seguendo le lotte, le conquiste e le sconfitte della working class. E’ 'Da che parte stai? Immigrazione, lavoro, guerre!', il saggio scritto dal musicista e polistrumentista Mariano De Simone e pubblicato da Tempesta editore.

Nel suo lavoro De Simone rilegge la storia degli Stati Uniti utilizzando come fil rouge le pagine scritte dalle classi popolari non garantite. Gli emarginati e gli esclusi che, spiega, hanno molto da insegnare. E che possono contribuire a disegnare un quadro per certi versi inedito della superpotenza a stelle e strisce. I testi delle canzoni sui quali si concentra De Simone svelano infatti "una storia che non si incentra sui governi ma sui movimenti di resistenza popolari".

Il ritratto che affiora è quello di una paese "tutto da scoprire, ben al di là dell’immagine consolidata e veicolata dai media. Lotte e conquiste sono dei temi che spiegano bene il mio lavoro. Lotte e conquiste perché gli Stati Uniti - racconta De Simone - sono da sempre impegnati in lotte senza quartiere anche se va specificato che la realtà di quel paese è molto diversa dalla realtà italiana".

"L’americano medio - evidenzia De Simone - è più sensibile a risolvere le cose in modo personale senza basarsi su strutture, come quelle sindacali, che pure ci sono e funzionano". C'è da aggiungere che, comunque, "l’americano medio si sente in grado di cavarsela da solo. Ma quando si sono mosse le masse del mondo operaio americano hanno ottenuto quello che volevano".

I movimenti di resistenza popolare, formate da operai, sindacalisti e lavoratori, continua De Simone, "hanno prodotto molto in passato, sia dal punto di vista politico che sociale. Purtroppo oggi da quel paese ci ritornano solo le idee della 'maggioranza silenziosa' e non di quelle 'minoranze sparute', chiamiamole pure 'avanguardie', che sono state in grado di rivoluzionare il mondo operaio consentedogli di raggiungere obiettivi lavorativi, politici ed economici di rilievo".

Una storia 'al contrario', quindi, nella quale fanno sentire la loro voce le fasce sociali più lontane dai riflettori. Uomini e donne che hanno affidato alla musica popolare le loro speranze, le loro sofferenze e le loro rivendicazioni. Un patrimonio che trasmette "messaggi importanti" e "può servire ad orientarsi in una realtà che è molto complessa e che il potere normalmente nasconde. E’ interesse delle classi operaie sfidare il potere e cercare di portare alla luce elementi che il potere fa passare sotto silenzio", De Simone.





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