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Vinicio Capossela docente per un giorno al Conservatorio di Avellino

Vinicio Capossela docente per un giorno al Conservatorio di Avellino

Un conservatorio nel suo senso antico, in una struttura moderna come quella dell’Auditorium, ha accolto la lezione magistrale del musicista e poeta Vinicio Capossela. Non banalmente un Istituto di musica, ma un luogo di educazione e di apprendimento, dove si viene accolti per diventare compositori-artigiani, maestri dei suoni in una forma ampia, in continua evoluzione.

Capossela è stato al Cimarosa il docente di un’aula gremita, attenta e curiosa a cui si è rivolto in un modo sincero, svestendo i panni dell’artista bello di fama e indossando quelli di chi ha fatto della musica la sua compagna migliore.

Un giorno importante, lo stesso in cui il Conservatorio di Avellino ha appreso dal Ministero di aver ottenuto l’autorizzazione ad aprire le iscrizioni per il nuovo corso di musica popolare, la speranza sarebbe avere in cattedra proprio il cantore Capossela e chissà non si realizzi davvero.

Una masterclass intima che è andata avanti per gradi, partendo dalla memoria del nome Vinicio e avvicinandosi lentamente agli strumenti e alle passioni di una musica che è insieme arte e gioco.

Un santuario della musica, il quarto conservatorio d’Italia, Capossela si è complimentato soprattutto per le due cattedre di fisarmonica, strumento che lo ha accompagnato al piano durante l’esecuzione meravigliosa di Modì.

Un excursus completo nel suo immaginario e in quegli universi musicali che lo influenzano e lo stimolano, dai canti a sonetto dei pastori, alla musica folklorica, dai suoni dei rom e dei sinti, ai pianti rituali, passando per la musica della barberia, per quella degli sposalizi, delle tarantelle più ruspanti e finendo con quella musica della chiesa, con i suoi canti in latino e le scarpe sporche di dialetto. Un girovagare simbolico attraverso l’Italia dell’osso, delle terre interne come l’Irpinia del suo Paese dei Coppoloni, arrivando nelle città e giù fino a quel mare dei suoi Marinai, profeti e balene.



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