La Mazurca o Mazurka (in polacco Mazurek) è una danza di coppia con ritmo ternario diffusa in tutta l'Europa.
"Mazurka" è un termine di origine polacca, nasce infatti in Polonia come danza popolare (alcune fonti ne farebbero risalire l'origine al XVI secolo), si è diffusa nei ceti medi in Europa dal 1700; la sua ulteriore diffusione dall'800 è stata favorita dalla riscrittura "colta" di alcuni compositori.
La Mazurca è una danza a volteggi su tempo ternario ma con un ritmo molto più moderato e movimenti molto più secchi accentuati dal colpo di tacco che accompagna la chiusura di ogni sequenza coreografica.
La peculiarità musicale di questo ballo si trova nella caduta dell'accento ritmico sul secondo tempo della misura. Tale peculiarità avrebbe un'origine assai curiosa: deriverebbe dal trotto dei cavalli; si avverte infatti che il secondo battito degli zoccoli è più accentuato rispetto al primo. In origine la Mazurca era ballata da un numero di coppie indeterminato e solo in un secondo momento assunse la forma di una danza per quattro o per otto coppie disposte in cerchio attorno alla sala da ballo.
Secondo Curt Sachs tale aspetto è da ricollegarsi alle antiche danze in circolo, nelle quali il numero dei danzatori era indeterminato. La mazurca sarebbe la sola danza di gruppo a ricollegarsi all'antico cerchio delle danze primitive, simbolo di unione e di forza per i membri della comunità e connesso alla sfera della magia.
Nata come danza popolare, per la sua natura vivace e frizzante, la mazurca sin dall'inizio si scostò dalla polacca, danza tipica degli ambienti aristocratici del tempo caratterizzata da cadenze lente e tempo binario. Come l'usanza prevedeva, le due danze si affiancarono nelle suite di balli rinascimentali, la prima ricoprendo il posto riservato alla bassa danza e la seconda quello riservato all'alta danza.
Dalla Polonia venne introdotta, nel secolo XVII, in Russia e in Ungheria e, attorno alla metà del XVIII, in Germania. Le prime vere e proprie notizie riguardanti la mazurca, infatti, risalgono al 1770, periodo nel quale essa cominciò a trovare ampio favore nelle sale da ballo del resto d'Europa; solo un secolo dopo registrò un vero e proprio salto di qualità ottenendo popolarità soprattutto in Francia e Inghilterra.
https://youtu.be/o9eRUaxO31g
La sua diffusione in Europa fu soprattutto merito degli immigrati polacchi e dei rifugiati politici.
Ciascuno poteva esprimere la propria individualità improvvisando e era la libertà di esecuzione l'aspetto più interessante della mazurca, allo stesso tempo il grande spazio lasciato all'invenzione personale era difficilmente gestibile da coloro che non erano ancora padroni del ballo.
La mazurca veniva insegnata solo in parte e contava quattro passi: il pas glissè devant o passo di mazurca, il pas de basque sautè, il pas boietaux e il pas polanaise o coup de talon. Il resto s'inventava, s'improvvisava durante l'esecuzione ed era questa ispirazione costante a rendere la mazurca attraente.
Il compositore ungherese Franz Liszt si soffermò sui contenuti poetici in queste parole: "Come in una sfida, il cavaliere accentua i suoi passi, abbandona la dama per un momento, quasi per contemplarla con rinnovato piacere, si unisce nuovamente a lei con passionale ardore o gira su se stesso rapidamente, come sopraffatto da un'improvvisa gioia e completamente abbandonato alla deliziosa vertigine del trasporto."
In Polonia, durante le festività e cerimonie nazionali, la mazurca ancora viene danzata da ballerini che indossano costumi tipici. Questo particolare tipo di danza popolare si balla anche in Italia ed è conosciuto soprattutto in Romagna. Fra tutti i generi è uno di quei balli che implica la minor difficoltà esecutiva ed interpretativa, nonostante sia caratterizzato da una notevole varietà di figure coreografiche.
Di recente questo ballo sta acquistando nuova linfa grazie al fenomeno della Mazurka Klandestina, che si sta rapidamente diffondendo in tutta Italia grazie ai social network. Su Facebook il gruppo Mazurka Kalndestina (https://www.facebook.com/groups/mazkla/?fref=ts) conta più di 10000 iscritti e permette di essere aggiornati sulle prossime date degli eventi in questione.
Il fenomeno è partito da Milano, circa 5 anni fa, dove gruppi di appassionati della danza di coppia si sono autoconvocati per la prima volta sui social network per «occupare» simbolicamente piazze e luoghi del potere, riappropriandosi delle città attraverso il ballo principalmente di notte.
https://youtu.be/QSVlbnh9nF0
Una tendenza «urbana» che attinge a un patrimonio antico, emblema crescente della controcultura metropolitana di "occupazione" pacifica dei luoghi simbolo del potere.
Il fenomeno ha preso presto piede a Torino, Roma, Napoli, Firenze e in numerose altre città. Come ogni culto che si rispetti, alla base c'è un mito di fondazione: pare che qualche anno fa nel capoluogo lombardo, al termine di un concerto di un gruppo specializzato in musiche tradizionali da ballo, nessuno volesse saperne di tornarsene a casa. E così all'uscita qualcuno accese l'autoradio, ci infilò dentro un cd a tema e aprì le portiere della propria auto trasformando il parcheggio in una balera improvvisata. Un esperimento così riuscito non poteva che essere ripetuto.
https://youtu.be/qILpaBEk3Dk
Un aspetto interessante è l’eterogeneità di ballerini: sulle note folk anziani e giovani si mischiano. Sempre più ragazzi varesini si iscrivono a corsi di ballo. I nonni, nello stesso tempo, scoprono un modo diverso di vivere la città. I partecipanti portano sempre qualcosa da bere e da mangiare da condividere con tutti. Gli organizzatori, invece, si occupano dei sacchi per la raccolta differenziata e di pulire lo spazio utilizzato. Non importa se la danza viene alterata: tradizione e sperimentazione si fondono. Non è folklore, ma ballo popolare.
Un movimento vero e proprio che porta alla riscoperta di porzioni della città vissute in modo attivo, che può diventare un richiamo turistico e rappresentare un modo di ritrovare un contatto spontaneo e gioioso con l'altro.
Tag: mazurka
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